Mitì Vigliero, Libero, 22/6/2003 pagina 14., 22 giugno 2003
L’uso di frequentar d’estate le spiagge nacque nel Settecento, quando si scoprirono le proprietà terapeutiche dei bagni di mare
L’uso di frequentar d’estate le spiagge nacque nel Settecento, quando si scoprirono le proprietà terapeutiche dei bagni di mare. Gli uomini entravano in acqua nudi, le donne con sottovesti di flanella a maniche lunghe. Un secolo dopo i maschi portavano mutandoni aderenti con sopra una lunga maglia a maniche lunghe, le signore cuffiette di stoffa sul capo, calze nere e stivaletti gommati, mutandoni lunghi fino alle caviglie o gonnelloni con sottovesti in pizzo, casacche con maniche a sbuffo sino al gomito. Sotto al tutto, le più burrose o vanitose nascondevano aderentissimi bustini di gomma. Le fantasie imposte dalla moda erano due: righe bianche e rosse o bianche e blu. I costumi, tutti di spessa lana, in acqua si inzuppavano e allungavano diventando una pesante zavorra. Dal 1890 i mutandoni salirono fin sulle ginocchia, sparirono calze e stivaletti, divenne tuttavia obbligatorio il largo e casto "colletto alla marinara" e il cappello di paglia da tenere anche in acqua. Nel 1906 il primo scandalo: la nuotatrice australiana Annette Kellerman si presentò a una gara negli Usa con indosso un costume intero a tutina che scopriva le cosce. Arrestata e multata, la signorina fu presto rimpatriata con foglio di via. Nel 1915 nacquero le prime case di moda specializzate in costumi, nel 1920 Coco Chanel lanciò sul mercato pantaloncini sopra al ginocchio. Nello stesso anno, negli Usa, veniva inventato il costume in maglina elasticizzata, detto "modello sirenetta", che permetteva ampie scollature sulla schiena. Negli anni Trenta nacquero i primi antenati del bikini: pantaloncini corti legati a corpetti tramite sottili strisce di stoffa. Nel 39 la casa di moda Jantzen lanciò il primo due pezzi: il reggiseno era in realtà un bustino che copriva l’ombelico, i pantaloncini arrivavano sotto l’anca. L’idea di quel costume era nata ammirando il modello in maglina nera, giudicato audacissimo, indossato da Greta Garbo nel film "La donna dai due volti" (1934).