Massimo Piattelli Palmarini, Corriere della Sera, 23/6/2003 pagina 29., 23 giugno 2003
Una ricerca italo-tedesca pubblicata su "Nature Neuroscience" rivela che le regole grammaticali sono istintive e occupano una precisa area del cervello
Una ricerca italo-tedesca pubblicata su "Nature Neuroscience" rivela che le regole grammaticali sono istintive e occupano una precisa area del cervello. Già sapevamo che le lingue, per quanto diverse tra di loro per parole e forme esterne, condividono in profondità alcune strutture e operazioni sintattiche basilari(la cosiddetta "grammatica universale"). Quindici anni fa, in Inghilterra, la linguista Neil Smith fece il seguente esperimento: insegnò a soggetti normali e ad altri con capacità linguistiche intatte ma intelligenza compromessa, sia lingue vere a loro ignote, sia lingue artificiali rette da regole non naturali. Risultato: le regole autentiche vennero apprese da tutti, mentre l’apprendimento di quelle artificiali fu vissuto come un gioco di enigmistica dagli individui normali e risultò proprio impossibile per i malati. Adesso gli scienziati tedeschi e italiani hanno ripetuto un esperimento simile: hanno insegnato ad alcuni volontari tedeschi regole grammaticali italiane e giapponesi, inserendo ad arte, tra le regole autentiche, regole semplici ma linguisticamente impossibili (esempio: la negazione, in una frase, va sempre dopo la terza parola). Monitorando i cervelli dei volontari con La Risonanza Magnetica Funzionale, i ricercatori hanno scoperto che solo quando i soggetti apprendevano regole possibili si attivava l’area di Broca, tipica del linguaggio. La medesima area, quando il cervello doveva apprendere regole impossibili, sembrava addirittura disattivarsi.