Mitì Vigliero, Libero, 15/6/2003 pagina 13., 15 giugno 2003
I commercianti greci esponevano le merci accompagnate da scritte accattivanti, i librai della Roma imperiale, sotto i portici della via Argileum, attaccavano manifesti in cera o pergamena raccomandando la lettura delle opere di vari scrittori
I commercianti greci esponevano le merci accompagnate da scritte accattivanti, i librai della Roma imperiale, sotto i portici della via Argileum, attaccavano manifesti in cera o pergamena raccomandando la lettura delle opere di vari scrittori. A Pompei, su muri, vasi o piatti, sono state trovate iscrizioni che pubblicizzavano di tutto: dai servizi delle terme agli spettacoli, dalle offerte speciali delle botteghe all’onestà dei candidati alle elezioni. Nel XVIII secolo i commercianti assoldavano banditori che urlavano per la città consigli vari: "Mastro Guglielmo fa bicchieri bellissimi", "Fatevi cavare i denti da Mastro Brunello", e così via. Il primo annuncio a pagamento apparve nel 1630 sulla "Gazette" francese; il successo fu tale che il 30 maggio dell’anno dopo il direttore Théophraste Renaudot fece uscire il "Feuille du bureau d’addresses", primo giornale della storia fatto d’annunci a pagamento. Nel 1904 i fratelli Lumiere realizzarono per lo champagne Moet et Chandon il primo filmato pubblicitario, nel 1923 l’industriale André Citroen fu il primo a far scrivere il suo nome in cielo, col fumo di un aereo (il pilota, per disegnare la dieresi, quasi s’ammazzò). Il 28 agosto 1922 la stazione radio AT&T trasmise il primo spot della storia, durata dieci minuti: sponsor la Queensboro & Co, che vendeva appartamenti in un quartiere di New York. Il primo spot televisivo, nel 1953, andò in onda sulla Nbc.