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 2003  giugno 20 Venerdì calendario

"Un’organizzazione rigidamente militarizzata. Con uno spasmodico culto della personalità per il leader

"Un’organizzazione rigidamente militarizzata. Con uno spasmodico culto della personalità per il leader. E un esercito di militanti pronti all’estremo sacrificio per la vittoria di un ideale troppo a lungo coltivato. I mujahiddin del popolo, un gruppo dell’opposizione iraniana che fa riferimento all’islam laico e socialista attivo nei primi due anni della rivoluzione khomeinista affermatasi nel 1979, erano già in profonda crisi da anni. Il recente arresto a Parigi della presidente Maryam Rajavi e, soprattutto, la confisca dei loro beni, sono stati percepiti come il colpo di grazia. [...] I mujahiddin del popolo sono concepiti mentalmente così come il loro fondatore, Massud Rajavi, marito della presidente Maryam, aveva strutturato la sede dell’organizzazione a Auvers-sur-Oise. Era il 1982. Massud, insieme all’allora presidente iraniano Abolhassan Bani Sadr, fuggirono dall’Iran per evitare l’arresto e la condanna a morte decisa dalla fazione radicale del regime legata a Khomeini. La Francia li accolse così come fino a tre anni prima aveva dato rifugio all’anziano imam, fino al suo trionfale rientro a Teheran nel febbraio del 1979. Ebbene in questa ridente periferia parigina, esuberante di splendide ville immerse nel verde, si ergeva come un’offesa all’arte e alla natura una vera e propria caserma militare. Massud aveva fatto costruire delle mura alte, elevato delle torrette di controllo, piazzato delle garitte. All’interno sul prato inglese erano state improvvisate delle caserme prefabbricate per ospitare i miliziani di guardia. Rigorosamente in divisa militare. Che marciavano al passo d’oca con le armi in pugno. Come se fossero in battaglia. Tutto ciò nelle vicinanze di Parigi. Uno Stato abusivo nello Stato di diritto che dava loro asilo".