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 2003  giugno 26 Giovedì calendario

"La rivoluzione telecomandata parte da un villino nel sud della San Fernando valley, capitale del cinema porno americano, poco lontano da Los Angeles

"La rivoluzione telecomandata parte da un villino nel sud della San Fernando valley, capitale del cinema porno americano, poco lontano da Los Angeles. Negli studi della National iranian television, il cui segnale viene intercettato dalle parabole che gli iraniani nascondono nelle loro case, arrivano le telefonate dall’università di Teheran che raccontano la rivolta contro gli ayatollah. Uno studente parla del tentativo di bloccare le manifestazioni del prossimo 9 luglio, anniversario dell’insurrezione del 1999. Una ragazza piange: non riesce più a trovare la madre e la sorella. Una madre denuncia i basij, i vigilantes che hanno mandato i suoi due figli in ospedale. Un operaio mette il suo cellulare vicino a un megafono nascosto: i canti dei mullah di Teheran vengono coperti dalle note di Non bruciare questo paese, l’inno del movimento, composto pochi giorni fa in California dal proprietario della stazione televisiva Zia Atabay. I sovversivi del satellite sono seguiti congrande attenzione anche a Washington. Al Congresso, senatori repubblicani chiedono finanziamenti per le tv degli iraniani americani, al dipartimento di Stato hanno già cominciato le trasmissioni in persiano di Radio Farda. La guerriglia psicologica è uno degli elementi chiave del piano di destabilizzazione della Repubblica islamica preparato al Pentagono, dove le giornate di passione di Teheran sono viste come una prova generale dell’insurrezione a venire. Il modello: la Polonia del generale Wojciech Jaruzelski messa in ginocchio da Solidarnosc".