Michael Ledeen, docente dell’American enterprise institute, ཿPanorama 26/6/2003, 26 giugno 2003
Non si sa mai che cosa generi la scintilla di una rivoluzione. Il massimo che si può pretendere da un buon analista è che riconosca quella che i marxisti solevano definire una ”situazione” rivoluzionaria, ma il fattore scatenante è impossibile da individuare
Non si sa mai che cosa generi la scintilla di una rivoluzione. Il massimo che si può pretendere da un buon analista è che riconosca quella che i marxisti solevano definire una ”situazione” rivoluzionaria, ma il fattore scatenante è impossibile da individuare. Può essere solo intuito e i rivoluzionari sono i primi ad avvertirlo. Sentono la puzza di marcio e paura che promana dai corridoi del potere. Avvertono gli odori rivelatori emanati dai leader predestinati. E captano i cedimenti della volontà e il progressivo degenerare delle situazioni di panico. Questi sentori stanno cominciando a riempire l’aria delle piazze delle principali città iraniane e hanno spronato la gente a assumere un atteggiamento di sfida nei confronti dei mullah regnanti.