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 2003  giugno 20 Venerdì calendario

Edney Tyus

• . Nato a Gardena (Stati Uniti) il 14 febbraio 1973. Giocatore di basket, con la Benetton Treviso ha vinto gli scudetti 2001/2002 e 2002/2003. «Non si ricorda più quante volte gli hanno detto che fosse troppo piccolo per giocare a pallacanestro. O che, con quel fisico, non avrebbe potuto salire al piano superiore, dai campetti alla high school, dal liceo all’università, dal college alla Nba. [...] "Troppo piccolo per fare questo, troppo piccolo per fare quest’altro... Ma io volevo provare a tutti e a me stesso che sarei stato in grado di essere un giocatore capace di fare tutte quelle cose che possono migliorare una squadra". Ma quanto è piccolo Tyus? La misura ufficiale è 5 piedi e 10 pollici, ovvero 1 metro e 78 scarso. Con le scarpe e un po’ di ottimismo. Meglio fermarsi sotto il metro e 75. Ogni volta che scende in campo la gente si chiede come fa e ne rimane affascinata. E trattiene il fiato quando si butta come un kamikaze in un’area dove il più piccolo è quasi 30 centimetri più alto e molti chili più pesante. E lo aspetta. Ci vuole del coraggio vero, non quello retorico degli sportivi. "Quando uno è così piccolo e ha giocato al massimo livello vincendo così tanto, vuol dire che dentro ha qualcosa di speciale" dice Mike D’Antoni, che con lui ha vinto lo scudetto del 2002. Talmente speciale da cambiare il basket che si gioca in un Paese o, addirittura, in un continente. E state 1998: i proprietari Nba minacciano la serrata. Tyus è libero, dopo due stagioni a Sacramento (non quella di oggi, quella sfigatissima degli anni Novanta) e una a Boston. Gli è appena nata la prima figlia, non può aspettare che padroni e giocatori si mettano d’accordo. Arriva una chiamata dalla Lituania, dallo Zalgiris. Lascia Los Angeles. "Non è stato facile – ammette – , Kaunas era davvero un altromondo. Ma sono bastati dei piccoli aggiustamenti: entrare in sintonia con il luogo nel quale vivi è la cosa più importante per farcela". Oggi, nel cassetto, ha l’ordine del Gran duca Gediminas di Lituania. L’equivalente del nostro cavaliere. Quell’anno, Ettore Messina è campione d’Europa in carica dopo aver vinto la finale con l’Aek Atene 58-44. Si gioca piano, l’importante è non sbagliare e non prenderle, si punta su difensori sempre più grossi e pesanti. Arriva Tyus e lo Zalgiris, che vince lo scudetto imbattuto, affronta proprio la Virtus in finale di Eurolega. Disputa una gara eccezionale a modo suo, correndo. Vince ma, soprattutto, restituisce alla pallacanestro europea una dimensione spettacolare smarrita. Edney e Messina si affrontano molte volte. Poi, inaspettatamente, si trovano dalla stessa parte: "Con Tyus ho dovuto cambiare del tutto il mododi vedere le cose – ammette Messina – passando da una difesa basata su guardie molto grandi e atletiche a una che potesse esaltare la rapidità. Ha funzionato anche perché Edney è un grande atleta ed è stato in grado di non subire giocatori molto più alti di lui [...] Rispetto a quando lo conoscevo solo come avversario, ha fatto anche dei passi avanti notevoli nella lettura del gioco. [...] D opo il primo anno a Treviso, concluso con la finale scudetto, Edney torna in America, firmando un contratto con gli Indiana Pacers. Anche là non è uno qualsiasi. E’ ricordato, soprattutto, per un’azione che ha fatto epoca. Nel secondo turno del torneo universitario del ’95, Ucla favorita è sotto di un punto con Missouri a 4’ 8 dalla sirena. Rimessa per Edney che compie tutto il campo dribblando gli avversari e depositando il pallone nel canestro allo scadere. Ucla va in finale e Tyus si infortuna dopo 2’. Ma vince lo stesso il titolo anche se la sfortuna lo perseguita. Si fa male in momenti cruciali della sua carriera Nba, in calo dopo un buon primo anno, alla prima stagione al Benetton (quando a Treviso temono di aver commesso un errore), alla vigilia di manifestazioni importanti come è accaduto anche alle ultime Final Four di Barcellona. L’esperienza ai Pacers è deludente. Decide di fare un viaggio. Una mattina dell’estate del 2001, all’improvviso, Tyus si materializza in Ghirada. Dice, più o meno: "Se mi volete, torno ". La prima risposta è picche: non ci sono abbastanza soldi. La volontà di ritrovarsi, però, è forte. Il contratto a incentivi è una scommessa che Edney vince: in due anni, il Benetton conquista due scudetti, una coppa Italia, due supercoppe e va due volte alle Final Four d’Eurolega. A Treviso ha una nuova compagna brasiliana, Ainoha, una vita semplice e tranquilla dai gusti abbastanza sofisticati (gioca a golf), parla un italiano fluentissimo anche se non è unchiacchierone e ha un vocione che stona un po’ con l’aspetto. [...]"Non ho rimpianti quando penso alla Nba. Sono molto contentodi essere a Treviso, c’è una buona squadra, una grande organizzazione, una situazione ideale dove vivere. Anche nei momenti più difficili, ne siamo usciti assieme, restando ancora più uniti. Certo, ogni anno è più difficile ripetersi"» ("La Gazzetta dello Sport" 20/6/2003).