Alessandro Catapano, "La Gazzetta dello Sport";, 18 giugno 2003
«Studiavo, poi sentivo gli amici e il rumore del pallone, così scendevo di corsa in cortile. A volte non mi facevano giocare e io risalivo in casa piangendo
«Studiavo, poi sentivo gli amici e il rumore del pallone, così scendevo di corsa in cortile. A volte non mi facevano giocare e io risalivo in casa piangendo. E papà: "Ma che te piangi? Pensa a studia’, che è meglio. Mica vorrai fa’ er calciatore?"» (Francesco Totti).