Varie, 16 giugno 2003
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Makaay Roy
• Wijchen (Olanda) 3 marzo 1975. Calciatore del Bayern Monaco. Lanciato dal Deportivo La Coruña, Scarpa d’Oro 2002/2003, 24mo nella classifica del Pallone d’Oro 2002 (a parimerito con Pippo Inzaghi). «Punta longilinea alta 1 metro e 88 e il cui peso forma è 75 chili. "Mi ispiro a Van Basten perché è stato il miglior attaccante in assoluto nella sua epoca. Dovunque è andato, Van Basten ha sempre ottenuto il massimo. Lui è ricordato per i tanti gol che ha segnato, ma ciò che mi è rimasto impresso è anche il grande lavoro che ha sempre svolto per la squadra. Marco è da imitare anche in questo senso. Ha incassato tanti colpi, eppure ha sempre resistito. Almeno sin quando ha potuto, perché non si spiegherebbe altrimenti il suo abbandono del calcio a soli 29 anni. Ancora ci penso: è stata una perdita non soltanto per chi seguiva il Milan o l’Olanda, ma per tutti gli appassionati. E’ naturale che io cerchi di seguire la sua strada". Makaay ha debuttato nel Vitesse di Arnhem nel 1993, prima divisione olandese. Si è trasferito in Spagna nel 1997-98 nel Tenerife (due campionati, 21 gol), poi è passato al Deportivo, con cui ha vinto subito il campionato e il titolo di capocannoniere (22 gol in 36 partite). Nelle due stagioni successive ha realizzato in campionato 28 reti. [...] Il Deportivo se lo è accaparrato nel 1999, per 15 miliardi di vecchie lire, e anche se ha dovuto lottare molto per il postoda titolare, facendo anche la riserva aDiego Tristan, l’olandese ha sempre avuto parole di apprezzamento per il club: "Qui ho trovato l’ambiente ideale per me. L’atmosfera è sana, ti lascia molto tranquillo, le pressioni non sono come altrove. E poi si mangia molto bene. Un particolare non da poco è che la Galizia somiglia molto per il clima all’Olanda, mi sento quasi a casa". Come clima, anche la Germania somiglia molto all’Olanda. E Makaay è nel mirino del Bayern, che ha ufficialmente dichiarato di volerlo comprare. A Monaco stanno aspettando che la cifra richiesta (circa 20 milioni di euro) scenda, ma la corte è serrata» (Sandra Della Rocca, "La Gazzetta dello Sport" 14/6/2003).