varie, 16 giugno 2003
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Friedman Michael
• Parigi (Francia) 25 febbraio 1956 • «L´ebreo più famoso di Germania, il più amato dal pubblico, il più odiato dagli antisemiti: è una star della tv, avvocato di grido e intervistatore ad alta audience temuto dai politici. stato il grande accusatore di Juergen Moellemann, il leader populista suicidatosi col paracadute. Ogni sera sul piccolo schermo era il simbolo della Germania multiculturale e della convivenza tra ebrei e non ebrei nel paese dell´Olocausto. Ma uno scandalo di cocaina e squillo d´alto bordo lo sta travolgendo come l´eroe tragico d´un film di Luchino Visconti e minaccia di arrecare danni gravissimi e inquietanti al delicato rapporto tra la Germania postbellica e l´ebraismo. Bild spara il mostro in prima pagina, gli antisemiti provano malcelata gioia. "Friedman, così intollerante, viscido e carico d´odio, è il responsabile dell´antisemitismo, come Sharon", lo accusava Moellemann in campagna elettorale. Non gli aveva perdonato di aver denunciato il suo scandaloso paragone tra i kamikaze palestinesi che fanno stragi di civili e i partigiani in lotta contro i nazisti. Da lì era cominciato il declino politico di Moellemann, costretto a lasciare il Partito liberale, poi indagato per sospetto di finanziamenti illeciti da dittature arabe, infine suicida. "La mia droga è la vita", amava dire Michael Friedman. Amava le sfide sulla grande ribalta della tv e della politica, lui nato nel 1956 a Parigi da una coppia di ebrei polacchi che l´industriale tedesco Oskar Schindler, l´eroe del film di Steven Spielberg, aveva salvato dalla camera a gas. "Le frequenti visite di quel timido signor Schindler, che per me bambino era un caro zio, restano un bel ricordo d´infanzia, ma solo a 16 anni seppi che dovevo a lui se ero al mondo", disse a "Repubblica". Friedman è numero due della comunità ebraica tedesca, e dall´èra Kohl milita nella Cdu cristiano-conservatrice. "Le sue interviste tv - scriveva non senza ostilità Der Spiegel - evocano un´esecuzione con successiva lezione di anatomia sul cadavere". In diretta criticava Sharon ma difendeva Israele, si batteva per la convivenza tra ebrei e tedeschi ma anche per ricordare la Shoah a chi voleva rimuoverla. Quasi nessun politico si sottraeva al suo terzo grado sulla Ard, la prima rete pubblica. Era diventato un´istanza morale della Germania d´oggi. E insieme un eroe di rotocalchi e salotti: un bell´uomo mediterraneo elegantissimo e abbronzato, l´affascinante, bionda compagna Baerbel Schaefer, moderatrice tv anche lei, sempre al fianco. L´ebreo Michel e l´ariana Baerbel erano "la più bella coppia della tv" nel jet set della democrazia con Berlino capitale. L´indagine è partita dopo una retata della polizia contro una gang est-europea di sfruttamento della prostituzione. Splendide, giovanissime ragazze ucraine venivano portate a Berlino e offerte ai vip della capitale. Negli interrogatori, è emerso il nome di Friedman. Avrebbe pagato per la compagnia delle ragazze, a detta di sospetti avrebbe consumato cocaina davanti a loro. Secondo Focus si indaga se glie l´abbia anche offerta. Verità o calunnie? [...] I media conservatori del gruppo Springer hanno rivelato per primi lo scandalo. "Non posso crederci: non fuma, non beve, non ha mai preso droghe", dice Salomon Korn, capo della comunità ebraica di Francoforte. Aggiunge: "Vedremo se sarà trattato come ogni altro cittadino o no, vedremo se la Germania si allontana dalla normalità. Certo c´è chi spera di regolare vecchi conti aperti". Friedman ha sospeso i suoi talk show, ha detto addio al pubblico. Il leader della comunità ebraica, Paul Spiegel, che aveva appena parlato di "nuovo antisemitismo", lo difende. Baerbel è distrutta a casa della madre nel Nord. Lui tace, rischia un processo e ha lasciato la Germania. Sembra tornato l´ebreo errante in fuga da se stesso e dai fantasmi cupi della "Vecchia Europa"» (Andrea Tarquini, "la Repubblica" 15/6/2003).