Varie, 14 giugno 2003
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Castiglioni Luigi
• Milano 20 novembre 1936, Parigi (Francia) 12 giugno 2003. Pittore • «Nell’ambiente dei pugni, del sudore antico che cola sui ring, di quell’esercizio crudele e misterioso che è la boxe, era conosciuto come il pittore di Monzon. Fu Rodolfo Sabbatini, uno dei più grandi organizzatori italiani di combattimenti, geniale e spiazzante sperimentatore, ad affidargli, nel 1972, l’incarico di preparare il manifesto per il titolo mondiale dei pesi medi tra il francese Bouttier e l’indio argentino che aveva spezzato la carriera di Nino Benvenuti. Poteva essere, per Castiglioni, un "lavoro" come un altro: fu, in realtà, l’inizio di una rivoluzione nella storia del manifesto pubblicitario sportivo. Monzon picchiava duro e non sorrideva mai e forse fu proprio questa la molla d’ispirazione che spinse Castiglioni a concepire il suo indio con la bocca semiaperta, come sorpreso della grande popolarità piovutagli addosso, mentre Bouttier lo guarda quasi con timore, certo preoccupato dalla fama di picchiatore che l’avversario si trascina dietro. un abbozzo di quanto il pittore milanese certificherà più avanti con altre importanti opere: l’esigenza di trasformare il simbolo in metafora visiva di immediata e netta fruizione. Il manifesto per Monzon-Bouttier fu, per Castiglioni, l’inizio di una grande cavalcata artistica nel mondo dei pugni, dove illustrò altri numerosi match dell’argentino, ma anche in altri ambiti sportivi. Soprattutto, fu la consacrazione di un genere - pittore di manifesti pubblicitari - che spaziò ben oltre lo sport, inserendosi nella grande tradizione cominciata da Toulouse-Lautrec ed esaltata dal tratto surrealista di René Magritte. Non è un caso che Fellini lo abbia chiamato a collaborare per la scenografia de La dolce vita. E non è neppure un caso che, nel 1978, sia stato il primo artista vivente a esporre alla Bibliothèque Nationale di Parigi» (Claudio Colombo, "Corriere della Sera" 14/6/2003).