Varie, 14 giugno 2003
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Rosenthal Manuel
• Parigi (Francia) 18 giugno 1904, Parigi (Francia) 5 giugno 2003. Compositore • «Era stato allievo di Ravel, ed era l’ultimo testimone di un’epoca leggendaria per la storia della musica, gli anni Venti in una Parigi che riuniva gli ultimi impressionisti, la colonia letteraria e musicale degli americani (da Fitzgerald a Gershwin) e la coterie intellettuale dominata da Cocteau. Era il mondo dove gli apporti del jazz si fondevano, in un equilibrio fragile e miracoloso, con la cosiddetta musica seria, dove si scrivevano i primi capolavori nell’àmbito delle colonne sonore per il cinema e dove i miti viventi erano Picasso, Josephine Baker e Gertrude Stein. Di tutto ciò Rosenthal recava con sé il profumo, un’essenza secca e volatile che ha impregnato la sua musica e la sua arte di direttore d’orchestra. Come compositore si misurò con i generi più diversi: formatosi, nello stesso tempo, al Conservatorio e con le orchestrine del music hall, infilò una serie di opere e operette deliziose (Rayon des Soieries , 1928; Les Bootleggers , 1932; Hop, Signor! , 1962) ma soprattutto pagine sparse la cui brillantezza e fatuità è posta sotto il segno di un gusto raffinatissimo. Magic Manhattan , scritta dopo le prime visite a New York, conserva freschezza incantevole; il pastiche offenbachiano Gaîté parisienne non è mai uscito di repertorio; e la Musique de table è un capolavoro di humor ed eleganza. Attivissimo come direttore d’orchestra fino a pochi anni fa, nelle sue letture di Ravel o di Satie sfoggiava un tratto da gran signore del podio, abilissimo virtuoso senza compiacimenti e maestro di stacchi ritmici vertiginosi» ("Corriere della Sera" 14/6/2003).