Paola De Carolis, "Corriere della Sera" 23/5/2003 pagina 14., 23 maggio 2003
Alcuni ricercatori della University of Wisconsin e della University of California hanno scoperto che i seguaci della religione buddista sono più sereni
Alcuni ricercatori della University of Wisconsin e della University of California hanno scoperto che i seguaci della religione buddista sono più sereni. Gli scienziati hanno stabilito che il cervello di un buddista presenta un livello nettamente più alto di attività nelle zone generalmente considerate «i centri della felicità» (quelle del lobo prefrontale sinistro). La pratica buddista, inoltre, influirebbe positivamente sull’amigdala, aerea che concorre a scatenare emozioni come rabbia e paura. Per raggiungere l’Illuminazione e il Risveglio (Buddha deriva dalla radice sanscrita "budh", risvegliare), il fedele, che ha già rinunciato a pesce e carne, deve passare per la "Quattro nobili verità" (la sofferenza regna ovunque, la sofferenza nasce dal desiderio, l’estinzione del desiderio porta all’estinzione della sofferenza e al distacco dall’esistenza materiale) e per "l’Ottuplice sentiero" (retta opinione, retta risoluzione, retto parlare, retto agire, retto modo di sostentarsi, retto sforzo, retta concentrazione, retta meditazione).