Ettore Botti, "Corriere della Sera" 18/5/2003 pagina 29., 18 maggio 2003
Pubblicato di recente il diario di Traudl Junge, segretaria di Hitler, una delle tre dattilografe che doveva seguirlo giorno e notte
Pubblicato di recente il diario di Traudl Junge, segretaria di Hitler, una delle tre dattilografe che doveva seguirlo giorno e notte. Per la Junge, che Hitler spesso chiamava «bambina», lui era un «idolo, padre premurosissimo e infallibile condottiero»: vegetariano, provava orrore per i sistemi di macellazione e «godeva nel mangiare zuppa di fiocchi d’avena o crema di semi di lino»; salutista, detestava il fumo e cercava di persuadere amici e conoscenti ad abbandonare, «per il loro bene», le sigarette. Nei rapporti interpersonali, il Führer appariva «gentilissimo, corretto con i sottoposti, quasi dimesso nel dare ordini». Alle prime dettature cercò di tranquillizzare la Junge affermando che eventuali errori sarebbero dipesi «sicuramente dalla sua imperfetta dizione». E a volte, quando lei entrava nello studio senza riscaldamento (prediligeva temperature intorno ai 10 gradi), si preoccupava che non sentisse freddo e si coprisse.