Varie, 8 giugno 2003
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Vonnegut Kurt
• Indianapolis (Stati Uniti) 11 novembre 1922, New York (Stati Uniti) 11 aprile 2007. Scrittore • « quasi mezzo secolo che racconta il mondo col disincanto del suo "So it goes", così va la vita , come recitava il ritornello di Mattatoio N. 5 . Mezzo secolo in cui la critica ha cercato di dare un nome all’originalità di questo scrittore, chiamandolo di volta in volta un visionario, un’amabile Cassandra, un autentico disobbediente e un umanista. "Scriva piuttosto che sono un socialista" dice, concedendo una rara intervista nell’ufficio del suo agente a New York. "Ho scoperto che un umanista è una persona che ha un grande interesse per gli esseri umani. Il mio cane è un umanista". [...] Uno dei più grandi autori americani, uno che ha legato il suo nome alle proteste per il Vietnam e alla rivoluzione culturale degli anni ’60, ed è da sempre vicino al cuore dei più giovani [...] In Mattatoio N. 5 ha raccontato la follia del bombardamento di Dresda: 135 mila morti, due volte le vittime di Hiroshima. Era lì da prigioniero di guerra. "Il nostro battaglione è stato sopraffatto da una divisione di tedeschi nelle Ardenne. Ci hanno fatto abbandonare i nostri mezzi e ci hanno fatto marciare dritti dentro un incubo. Non avevamo la più pallida idea di dove stessimo andando. Avevano catturato il nostro comandante e questo aveva dato l’ordine di arrendersi. Un ordine illegale: è come dire a un soldato di suicidarsi! [...] Avevo una famiglia da mantenere (ha sette figli, di cui tre adottati da una sorella morta, n.d.r. ), e mi sono detto ok, non ho mai scritto un romanzo di guerra. Così sono andato a trovare lo scout con cui all’epoca avevo fatto coppia - nel frattempo era diventato procuratore - e gli ho detto, aiutami a ricordare cosa accadde allora. Ricordo che entrò sua moglie e disse: ma se eravate degli infanti! E quella è diventata la chiave del libro. Eravamo tutti dei bambini [...] E’ la nave ammiraglia della mia piccola flotta. Anche se il libro più vicino al mio cuore è Ghiaccio-nove [...] Il mio amico Joe Heller che ha scritto Comma 22 , diceva che se non fosse stato per la seconda guerra mondiale sarebbe finito nel ramo lavanderie a secco. Quanto a me, non lo so: certamente altre cose mi hanno dato da scrivere: i cambiamenti tecnologici che hanno distrutto così tante culture, per esempio. Io sono un antropologo di formazione. Una delle ragioni per cui noi americani siamo odiati è perché abbiamo introdotto in altri paesi nuove tecnologie e piani economici che hanno distrutto il rispetto di sé e la cultura di molta gente"» ("Corriere della Sera" 8/6/2003).