Giorgio Ieranò, "Panorama" 8/5/2003 pagina 189., 8 maggio 2003
I 1.200
libri appartenuti ad Adolf Hitler, oggi conservati alla Library of Congress di Washington dopo che i soldati americani li avevano scovati nel 1945 a Berchtesgaden, il rifugio alpino del leader nazista. Da aggiungere, anche le oltre 80 opere tutte su magia ed occultismo acquistate da Hitler all’inizio degli anni Venti. Tra i volumi, decine di testi sui grandi condottieri del passato, biografie di Federico il Grande e racconti delle campagne napoleoniche; "La bonne cuisine végétarienne, 500 recettes pratiques" della francese Maia Charpentier; i volumi di Karl May, un tedesco che scriveva storie di indiani e cowboy. Il Führer aveva l’abitudine di sottolineare i passi che più lo interessavano: la frase in cui si profetizza l’avvento di «un uomo straordinario per abilità ed energia» ni "Saggi tedeschi" del pensatore nazionalista e antisemita Paul de Lagarde; la domanda «da dove Gesù ha derivato il potere che Gli ha permesso di dominare i suoi seguaci per l’eternità? Dalla Sua totale identificazione con Dio» in un’opera del filosofo Johann Fichte (ricevuta in dono dalla regista Leni Riefenastahl).