Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2003  giugno 05 Giovedì calendario

Per Stefania Rocca, torinese, Roma è la sua «tana, la città dei controsensi»: «Di Roma mi è piaciuta subito la luce

Per Stefania Rocca, torinese, Roma è la sua «tana, la città dei controsensi»: «Di Roma mi è piaciuta subito la luce. E i romani, che erano buffi. Anche se facevo fatica per le ore e ora di chiacchierate inutili con persone che si mostravano dirette nel linguaggio e apparentemente cafone nelle maniere, gente con ritmi differenti agli occhi di una come me, che venivo da un altro pianeta, da un settentrione fatto di rapporti formali, veloci, pragmatici». Uno dei passatempi preferiti è girare a piedi per la città: «Mi rilassa molto. Mi allontano da me e mi incuriosisco delle persone, guardo come parlano, come chiedono il caffè al bar, tutto. Quando sono arrivata giudicavo il prossimo irrimediabilmente invadente, ma adesso mi piace così».