Rodolfo Di Giammarco, "la Repubblica" 5/6/2003, pagina VII della Cronaca di Roma., 5 giugno 2003
Per Stefania Rocca, torinese, Roma è la sua «tana, la città dei controsensi»: «Di Roma mi è piaciuta subito la luce
Per Stefania Rocca, torinese, Roma è la sua «tana, la città dei controsensi»: «Di Roma mi è piaciuta subito la luce. E i romani, che erano buffi. Anche se facevo fatica per le ore e ora di chiacchierate inutili con persone che si mostravano dirette nel linguaggio e apparentemente cafone nelle maniere, gente con ritmi differenti agli occhi di una come me, che venivo da un altro pianeta, da un settentrione fatto di rapporti formali, veloci, pragmatici». Uno dei passatempi preferiti è girare a piedi per la città: «Mi rilassa molto. Mi allontano da me e mi incuriosisco delle persone, guardo come parlano, come chiedono il caffè al bar, tutto. Quando sono arrivata giudicavo il prossimo irrimediabilmente invadente, ma adesso mi piace così».