Mario Serenellini, "la Repubblica" 4/6/2003, pagina 46., 4 giugno 2003
Nel 1946 Walt Disney e Salvador Dalì si conobbero a Hollywood. Il pittore aveva entusiasmato il pubblico per aver creato una sequenza del film "Io ti salverò" di Alfred Hitchcock: il protagonista (Gregory Peck) in sogno vede la sua analista (Ingrid Bergman) trasformarsi in una statua di candido marmo
Nel 1946 Walt Disney e Salvador Dalì si conobbero a Hollywood. Il pittore aveva entusiasmato il pubblico per aver creato una sequenza del film "Io ti salverò" di Alfred Hitchcock: il protagonista (Gregory Peck) in sogno vede la sua analista (Ingrid Bergman) trasformarsi in una statua di candido marmo. Conquistato dalla trovata dell’artista, Walt Disney gli propose di disegnare un breve film d’animazione musicale da intitolare "Destino". Dalì accettò subito: «Sarà un’esposizione magica del problema della vita nel labirinto temporale». Disney riassumeva: «E’ la storia di una giovane in cerca del vero amore». Per i mesi in cui Dalì lavorò al progetto si presentò tutte le mattine agli studi alle 9 e 30, accompagnato da Gala, per poi mettersi all’opera sul suo cavalletto. Ma a causa delle catastrofiche finanze di Disney, il progetto s’interruppe. Nel 1999 Roy Disney, nipote di Walt, ritrovò tutti gli appunti e il materiale di Dalì e con l’aiuto delle tecnologie digitali ha portato a termine il lavoro iniziato più di cinquant’anni fa.