Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2003  giugno 02 Lunedì calendario

Debono Edward

• . Nato a Malta il 19 maggio 1933. Psicologo e medico. Teorico del ’pensiero laterale’. «L´idea del pensiero laterale gli venne in mente per la prima volta nel lontano 1967 [...] aveva un chiodo fisso: il mistero della creatività. Com´è che alcuni di noi su questa terra hanno idee nuove, inventano cose, tirano fuori concetti che costringono a voltare pagina? E com´è che altri, magari altrettanto e più intelligenti, continuano a percorrere strade note, seguono con disciplina percorsi già tracciati e non voltano mai pagina? Pensò che la soluzione del mistero stava in una particolare serie di attributi delle intelligenze creative e dette loro il nome di "pensiero laterale". Prendete una miniera di carbone dove si scava e si scava e si trova sempre meno carbone. Il "pensiero verticale", ordinato e routinario, è quello che tende a continuare gli scavi, ad approfondirli, ad allargarli, a puntellare nuove gallerie, andare avanti. Il pensiero laterale è quello che per primo arriva alla conclusione che bisogna smettere e aprire un´altra miniera, da un´altra parte. Ma lo schema non è così semplice: Marconi per esempio lanciò il primo segnale radio transatlantico anche se tutti gli specialisti gli spiegavano che era inutile perché le onde elettromagnetiche si irradiano in linea retta e la terra è rotonda. Ergo, tempo perso. Lui invece ci provò e funzionò: si scoprì solo dopo la ionosfera che riflette le onde radio. La creatività ha bisogno anche di caso, azzardo, umorismo e anche di errori. Se capisco come funziona questo cocktail, pensò De Bono, posso anche insegnarlo. Cominciò così la sua fortuna di bestseller della creatività (Il pensiero laterale, Sei cappelli per pensare, Creatività e pensiero laterale, Il meccanismo della mente, tutti tascabili Rizzoli) che ha conquistato tutte le librerie del mondo, in tutte le lingue, e di consulente d´azienda sul mercato globale. [...] Nei suoi libri, ci sono numerosi esempi di applicazioni del pensiero laterale. Ce ne vuole dire qualcuna delle più brillanti? "Quella delle Olimpiadi, che stavano rischiando di interrompersi perché nessuna città voleva farle più dopo il 1980 a Mosca. Alla fine Los Angeles accettò di ospitarle a condizione che non fossero necessari finanziamenti federali, statali o cittadini. Sono state un successo e hanno procurato un profitto di 250 milioni di dollari. Quando il ’Washington Post’ in una intervista gli ha chiesto come aveva avuto quest´idea, Peter Ueberroth, l´organizzatore, ha affermato che aveva usato il mio metodo del pensiero laterale e che l´aveva appreso nel 1975 in occasione di un intervento che avevo tenuto in Florida [...] Un altro esempio è quello, certo qui in Italia meno conosciuto, dell´allenatore e capitano della nazionale australiana di cricket, che venne a trovarmi e mi disse che voleva una ’idea laterale’ per vincere a cricket. Sono andato a Sidney, ho tenuto un corso e da allora hanno vinto tutto e sono diventati la migliore squadra di cricket australiana di tutti i tempi. La Abb in Finlandia normalmente trascorreva trenta giorni in discussioni multinazionali. Con il mio metodo del pensiero parallelo ora ne bastano due; la Siemens in Germania ha ridotto del cinquanta per cento i suoi tempi di programmazione. Un´azienda canadese che produce apparecchiature mediche dopo solo un anno che applicava il mio metodo affermava di aver risparmiato venti milioni di dollari. Il mio contributo si manifesta in molti campi, in molti modi, che si tratti di elaborare progetti o risparmiare denaro. In Norvegia c´era un impianto petrolifero che costava centomila dollari al giorno. Quando uno dei miei trainer ha introdotto il pensiero parallelo il problema è stato risolto in dodici minuti con un risparmio di dieci milioni di dollari [...] Ma facciamo attenzione, quando insegno alla gente a usare il pensiero laterale negli affari mi è difficile affermare che è tutto merito mio perché anche loro pensano. Nel 1970, per esempio, quando ho lavorato con la Shell, ho suggerito di trivellare solo fino a un certo livello e poi andare avanti orizzontalmente. Oggi come oggi quasi tutti i pozzi di petrolio vengono trivellati secondo questo procedimento perché la resa è dalle tre alle sei volte superiore rispetto a quella di un pozzo tradizionale. Ma con questa storia non posso certo dimostrare che quando alla fine, molti anni dopo, hanno deciso di realizzarlo ciò sia accaduto grazie a me, anche se indubbiamente ho proposto l´idea nel 1970 [...] La nostra tradizione di pensiero discende dalla ’gang’ dei tre, come la chiamo io: Socrate, Platone e Aristotele. Il pensiero greco è arrivato in Europa attraverso gli arabi passando per la Spagna; la maggior parte di coloro che reggevano le università e le scuole erano persone di chiesa e identificavano il pensare con l´argomentazione logica, con l´analisi. Non abbiamo mai sviluppato culturalmente il tema del pensiero creativo. La mia tesi è che il funzionamento della creatività si spieghi meglio con il mio bagaglio di medicina che con gli apparati logici e analitici: serve di più sapere come funzionano complessi sistemi del corpo come le ghiandole, la circolazione, i reni e tutti gli altri mezzi di auto-organizzazione che ho descritto in un mio libro del 1969 intitolato Il meccanismo della mente" [...] Una ragazza viene costretta a scegliere, questione di vita o di morte, estraendo a sorte da una borsa. Sassolino bianco e sarà la salvezza. Sassolino nero e sarà la sua rovina. Si accorge che il gioco è truccato e che entrambi i sassolini sono neri. La scena si svolge su un viale di ghiaia pieno di sassolini bianchi e neri. Il pensiero verticale è nei guai. Il pensiero laterale offre la via d´uscita: la scaltra ragazza estrae un sassolino e lo lascia cadere sul vialetto dove si confonde tra gli altri. ’Oh che sbadata! Ma non vi preoccupate: se guardate nella borsa potrete dedurre dal sassolino rimasto il colore dell´altro’. E visse felice e contenta. Ecco come il lateralista rovescia la situazione. Invece di concentrarsi sulla sequenza ordinaria e di rimanerne prigioniero guarda le cose dall´altra parte, in questo caso dal lato del sassolino bianco mancante» (Giancarlo Bosetti, "la Repubblica" 2/6/2003).