(Abraham B. Yehoshua, "La Stampa 28/5/2003)., 28 maggio 2003
Arafat. "Su Arafat sono state scritte infinite biografie e versati fiumi di inchiostro. I migliori statisti, analisti, esperti di sicurezza hanno cercato di sondarne il carattere e di prevederne le mosse, con risultati sempre deludenti
Arafat. "Su Arafat sono state scritte infinite biografie e versati fiumi di inchiostro. I migliori statisti, analisti, esperti di sicurezza hanno cercato di sondarne il carattere e di prevederne le mosse, con risultati sempre deludenti. Per capire il mistero di quest’uomo occorre possedere un cervello da Einstein, conoscere la psiche dei grandi personaggi shakespeariani e riuscire a comprenderla e a penetrarla. All’apparenza Arafat è debole e vecchio, un uomo abbandonato dalla famiglia, privo di ogni potere governativo, assediato e isolato nel suo piccolo ufficio (che dista solo una decina di chilometri da quello del suo grande e potente nemico Sharon), circondato da carri armati israeliani e da una società palestinese devastata, sfinita e oppressa. Eppure il Raìs possiede non solo una diabolica capacità di sopravvivenza ma anche un reale potere politico e militare che non fa che accrescere il caos nel Medioriente".