Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2003  maggio 30 Venerdì calendario

Restany Pierre

• Amelie-les-Bains (Francia) 24 giugno 1930, Parigi (Francia) 29 maggio 2003. Critico d’arte • «Rimarrà nei libri di storia dell´arte come il teorico e l´ideatore nei primi anni ’60 del Nuovo Realismo, il movimento che ha ispirato artisti come Cesar, Klein e Rotella in nome di un nuovo umanesimo dell´oggetto industriale e della scoperta di un senso moderno della Natura. [...] Trascorse la sua infanzia in Marocco per poi continuare i suoi studi in Francia, Italia ed Irlanda. Studioso dell´espressionismo astratto americano e dell´astrazione lirica europea, ne previde gli orizzonti ed i limiti nel libro Lyrisme et Abstraction per approdare dopo l´incontro cruciale con Yves Klein, nel ’55, alla teoria del nuovo realismo che sostenne con scritti e mostre. Il gruppo dei Nuovi Realisti, che ideò nel ’60 tra Parigi e Milano, riunì negli anni ’60 artisti come Deschamps, Arman, Cesar, Christo, Klein, Rotella, Dufrene. Viaggiatore infaticabile, fu colpito ed influenzato nelle sue teorie estetiche dalla navigazione, nell´estate del ’78, del Rio Negro, il principale affluente dell´Amazzonia. Il suo "manifesto del Rio Negro" fa riferimento ad un naturalismo integrale. Collaboratore dal ’63 della rivista Domus e direttore da 15 anni del trimestrale Ars, è stato curatore di numerose mostre anche in Italia e presidente di giurie di importanti premi come il Premio Internazionale di Scultura del Terzo Millennio e di "Open", la rassegna che si svolge al lido di Venezia nel periodo della Mostra del Cinema» ("la Repubblica", 30/5/2003). «"I suoi scritti sono la manifestazione di una straordinaria lucidità verso i temi dell’estetica e della filosofia. Rappresentano una fonte inesauribile per capire mezzo secolo di creatività e civiltà". Così il ministro della Cultura francese Jean- Jacques Aillagon ha commentato la morte, [...] definito, dallo stesso Aillagon, "figura immensa nella sua passione per l’arte del nostro tempo". [...] Dopo una laurea in estetica e storia dell’arte, si era inizialmente dedicato allo studio dell’espressionismo astratto americano e dell’astrazione lirica europea. Ma è stato soprattutto "teorico e promotore" del movimento definito Nouveau Réalisme (Nuovo Realismo). [...] Il movimento prenderà corpo a Milano nel 1960 (il manifesto teorico principale sarà invece presentato a Parigi nel 1961). Fondamentale per questa nascita sarà l’incontro di Restany ( a lungo considerato "il critico d’arte più spregiudicato" dell’epoca) con Yves Klein. Proprio il pittore francese, dirà più tardi, gli aprì gli occhi concedendogli "un nuovo sguardo sul mondo contemporaneo della città, in nome di un nuovo umanesimo dell’oggetto industriale e di un’appropriazione consapevole dell’iconografia della cultura di massa come fonte di ispirazione artistica". Nella teoria di Restany troveranno ispirazione "le colate di colore dai tubetti aperti di Arman, le macchine azionabili di Arman, le macchine compresse di Tinguely, i quadri trappola di Spoerri, gli impacchettamenti di César, le creature di Niki de Saint Phalle, i décollages di Mimmo Rotella". Al di là delle scelte estetiche, è stato anche un uomo curioso e un viaggiatore infaticabile. Collaboratore della rivista d’arte e di architettura Domus oltre che direttore del trimestrale Ars, Restany (che dagli anni Settanta si era dedicato agli sviluppi del post- moderno e dell’estetica della società post-industriale) era anche presidente del Tokyo Palais Museum di Parigi e tra le colonne della Domus Academy Italia. Lascia una ventina di libri "essenziali per capire l’evoluzione dell’arte contemporanea". Dalle ipotesi di Lirismo e astrazione del 1960 all’autobiografia di Una vita nell’arte del 1984 passando per i saggi su Rotella, César, Klein e Pomodoro» (Stefano Bucci, "Corriere della sera" 30/5/2003).