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 2003  maggio 30 Venerdì calendario

CARDIA

CARDIA Lamberto Tivoli (Roma) 29 maggio 1934. Magistrato. Presidente delle Ferrovie (dal 1° luglio 2010). Ex presidente della Consob (dal maggio 2003 al giugno 2010). Commissario Consob dal 1997, nominato da Romano Prodi, fu riconfermato nell’aprile 2002 anche da Silvio Berlusconi che lo chiamò poi alla presidenza. Laurea in giurisprudenza all’Università di Roma nel 1958, divenne magistrato della Corte dei Conti, ricoprendo negli anni numerosi incarichi nel governo, nella pubblica amministrazione, nelle imprese e nel campo dell’insegnamento universitario. Fu anche sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega per i servizi segreti, l’editoria e lo sport con premier Lamberto Dini tra il gennaio 1995 e il maggio 1996 (’la Repubblica” 30/5/2003) • «Formatosi nei ranghi della vecchia Dc, debuttò nel governo Moro 2 (era il 1964) come capo ufficio degli affari riservati dell’allora ministro del Lavoro, Umberto Delle Fave. E’ stato vice capo di gabinetto alle Poste nel ”74 con Giulio Orlando e nell’81-’82 con Remo Gaspari, capo di gabinetto al Turismo con Carlo Pastorino nel ”78, di Ciriaco De Mita al Bilancio nell’ 88-’ 89 e dell’Ufficio legislativo di Gianni De Michelis alle Partecipazioni Statali nell’80. Tra il ”76 e il ”78 è stato consigliere giuridico di Giulio Andreotti a Palazzo Chigi, dove è tornato nell’82-’83 con Amintore Fanfani che gli affidò l’attuazione del programma. Presidente di sezione della Corte dei Conti, tra l’80 e il ”90 è stato magistrato delegato al controllo dell’Eni. Nel ”94, con Berlusconi a Palazzo Chigi, rientra nella sfera governativa, come capo di gabinetto al Tesoro di Lamberto Dini, che due anni più tardi lo porta con sé a Palazzo Chigi come sottosegretario alla Presidenza, segretario del Consiglio dei ministri e delega sui servizi segreti, l’editoria e lo sport. Recentemente il governo gli aveva affidato la guida della Commissione sulla riforma delle Authority. Dal ”97 alla Consob, ne era di fatto il presidente vicario, essendo il membro più anziano del collegio [...] Come commissario, e grazie alla sua solidissima preparazione giuridica, concordano gli osservatori, ha dato un contributo fondamentale alla Consob [...]. Come presidente di un’istituzione fondamentale per l’equilibrio dei mercati e dell’economia lo attende un compito difficilissimo e di aperta esposizione, dovendo garantire l’indipendenza, e al tempo stesso la trasparenza, così come l’autorevolezza e le capacità tecniche della Commissione» (Mario Sensini, ”Corriere della Sera” 30/5/2003) • «[...] è passato dagli ambienti non proprio rutilanti del Consiglio superiore delle Poste e telecomunicazioni al ruolo di sommo vigilante del mercato azionario. [...] Difficile definirlo un personaggio da prima pagina, insomma. E del resto chi conosce e frequenta Cardia assicura che il basso profilo è una delle sue massime aspirazioni, finora quasi pienamente realizzata. [...] Del grand commis - o del gran burocrate, come sostiene chi gli è meno amico - Cardia ha tutti i tratti. Una vita passata dentro i palazzi del potere, con ruoli sempre tecnici, ma spesso di incisiva valenza politica, che occupano una paginata e passa di Who’s Who: magistrato della Corte dei Conti, fino a diventarne Presidente di Sezione, magistrato responsabile per quasi un decennio della supervisione di Eni e Iri, e poi capo di gabinetto in numerosi ministeri e governi nonchè sottosegretario alla presidenza del Consiglio con Lamberto Dini - l’uomo politico al quale l’equilibratissimo Cardia è forse più vicino - assumendo anche la delega per i servizi segreti. [...] – Nec spe nec metu”, nè con speranza nè con passione, è il motto citato anche da Cicerone che i suoi uomini gli sentono ripetere spesso [...] E del resto ”equilibrio”, ”diplomazia”, sono i sostantivi che si sentono citare più spesso da chi lavora con lui. Una vocazione che ha trovato il suo compimento naturale nel modo in cui prende la guida della Consob nel giugno 2003, passando [...] dal ruolo di consigliere anziano a quello di presidente, con il solo voto contrario della Lega. ”Bipartisan”, del resto, Cardia lo è anche da prima che il termine diventi di moda, non fosse altro per il fatto che in Consob lo ha nominato Prodi e lo ha confermato - prima di farlo presidente - Berlusconi. Difficile, in questa posizione, competere con suoi predecessori carismatici come Luigi Spaventa e soprattutto Tommaso Padoa-Schioppa, ma alla fine Cardia sembra esserci riuscito. [...] Molti sabati in ufficio, molte pratiche rinviate senza troppi complimenti ai servizi perché insoddisfatto della loro coerenza formale, l’unica passione extracurriculare che gli si conosca è quella della caccia - attività praticata in famiglia da innumerevoli generazioni [...] Non è uomo di vendette, Cardia, ma certo qualche soddisfazione deve essersela levata in questi anni. Appena nominato alla presidenza della Commissione, ad esempio, fu punzecchiato per la sua scarsa dimestichezza con la lingua inglese; ora ha cariche direttive in due comitati delle autorità borsistiche internazionali dove è escluso che si parli in italiano. E nel gennaio 2004, quando si dibatteva di grandi riforme del risparmio e della creazione della mitica Amef, l’Autorità dei mercati finanziari, il presidente si presentò a un’audizione parlamentare proponendo solo una ”risposta immediata, pragmatica ed efficace”, cioè l’approvazione della direttiva europea sul ”market abuse”, che avrebbe rafforzato i poteri della sua Autorità, dandole anche centocinquanta persone in più. Coro di critiche, allora, a una posizione considerata di basso profilo, ma un anno e mezzo dopo la ”market abuse” c’è, il resto no» (Francesco Manacorda, ”La Stampa” 6/8/2005) • «[...] nei sette anni da presidente della Consob ne ha viste molte [...] nominato dal governo Berlusconi e prorogato dal governo Prodi, arriva alla Commissione di controllo sulle società e la Borsa nel 1997 come semplice Commissario. Al governo c’è Romano Prodi ma lui arriva in quota Forza Italia. Di mestiere fa il magistrato della Corte dei Conti, anche se nel decennio che precede il suo arrivo alla Commissione frequenta molto i palazzi della politica, con incarichi in vari ministeri (dal bilancio allo spettacolo, dalle partecipazioni statali alle poste) che lo porteranno fino a palazzo Chigi, sottosegretario del governo, guidato da Lamberto Dini. La Consob del 1997 è quella dell’entrata in vigore del Testo Unico della finanza, guidata da Luigi Spaventa, partita con grandi ambizioni ma nota per le ripetute richieste di maggiori poteri che mai arriveranno, almeno in quel quinquennio. Alla presidenza ci arriva nel giugno del 2003 (governo Berlusconi) e si trova subito alle prese con una serie di grossi pasticci. Nel dicembre di quell’anno scoppia il caso Parmalat, con Bank of America che svela al mondo proprio rispondendo a una richiesta di Consob che 4 miliardi di euro iscritti nei bilanci Parmalat erano frutto di un tarocco. Dimostrazione, secondo alcuni osservatori, che anche i pochi poteri che c’erano potevano essere usati meglio. Inizia così la stagione dei grandi scandali finanziari e del ”risparmio tradito”, della rabbia dei risparmiatori pelati da Cirio o finiti nel Buconero della Parmalat che porterà alla riforma della normativa sulla tutela del risparmio. La svolta però arriva nel maggio 2005, quando entra in vigore la normativa sul ”market abuse”. Sono i ”maggiori poteri” invocati - vanamente - da Spaventa e arrivati infine grazie al recepimento di una direttiva europea. Arrivano nel pieno di una stagione cruciale della finanza italiana, quando sono in gioco i suoi stessi equilibri. La Commissione di Cardia quei poteri li usa: dà un contributo determinante alle indagini della magistratura sulla scalata ad Antonveneta, fornisce le prove dell’aggiotaggio di Stefano Ricucci nella sua presunta scalata a Rcs, indaga a lungo sui passaggi di quote di Bnl prima dell’Opa di Unipol. Indaga anche sul caso dello swap Ifil-Exor. Più tardi - molto più tardi, come ha notato lo stesso Cardia [...] - arriveranno anche le multe, diventate maxi proprio grazie alla ”market abuse”. E le polemiche, per i contratti di consulenza del figlio Marco, avvocato, con gruppi vigilati dal padre. Nel 2008, con il mandato in scadenza, viene prorogato dal governo Prodi per altri due anni. Nel 2009 presenta le dimissioni, per un conflitto tra la Consob e il parlamento. successo che la Commissione, contro il parere dello stesso Cardia, ha recepito in senso restrittivo la direttiva sulla trasparenza, consentendo la pubblicazione degli avvisi obbligatori delle società quotate solo su internet e non anche sui giornali. La stampa specializzata non la prende bene, il parlamento invita la commissione a ripensarci, la Commissione a maggioranza non ci ripensa e Cardia si dimette. Dimissioni respinte, la Consob questa volta ci ripensa e tutti sono più o meno soddisfatti. Fino agli ultimi mesi, con le voci di una nuova proroga del suo mandato finite solo con la nomina a presidente delle Ferrovie [...]» (Gianluca Paolucci, ”La Stampa” 29/6/2010).