Varie, 26 maggio 2003
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Simon Neil
• New York (Stati Uniti) 4 luglio 1927. Commediografo • «L’autore della Strana coppia e A piedi nudi nel parco [...] una serie di trionfi sul palcoscenico adattati con analogo successo sul grande schermo, una infinità di premi che vanno dal Pulitzer per Lost in the Yonkers ai 3 Tony, i 2 Emmy e le quattro nominations agli Oscar, Si è trovato recentemente nella situazione grottesca di essere l´unico autore vivente ad avere un teatro di Broadway intitolato a suo nome [...] ”Le mie opere rientrano nella grande tradizione dell´umorismo ebraico? Sinceramente quando ho scritto le mie commedie non mi sono mai posto il problema, ma so bene che le situazioni ed i personaggi nascono dalle mie esperienze quotidiane, e da una cultura che non posso prescindere. Molte delle persone con cui lavorato e continuo a lavorare sono a loro volta ebrei, ma anche questo non è mai avvenuto per scelta [...] Con questo non voglio prendere le distanze dall´umorismo ebraico, né dalle esperienze che hanno formato la mia cultura, a cominciare dal mio lungo apprendistato televisivo con autori come Sid Caesar e Mel Brooks"» (Antonio Monda, ”la Repubblica” 26/5/2003). «[...] dopo un momento critico alla fine degli anni Ottanta, nel quale fu costretto a lanciare le nuove commedie in teatri secondari mentre a Broadway gli veniva intitolato un teatro, ha riconquistato i favori del pubblico e della critica con la trilogia autobiografica Brighton Beach Memoirs, Biloxi Blues e Broadway Bound, e con la commedia Lost in Yonkers grazie alla quale ha vinto anche il premio Pulitzer. [...] ha scritto: ”Se riesci a vivere senza provare dolore significa che non sei ancora nato”. [...] ”La strana coppia è uno dei testi più personali che abbia mai scritto, ed è basato direttamente sulle esperienze di mio fratello. Quando divorziò dalla moglie andò a vivere con un amico che era a sua volta divorziato, ed ogni sera mi raccontava la loro improbabile convivenza. Danny sapeva cucinare e nel giro di poco tempo si occupò di tutti gli aspetti che almeno all’epoca erano delegati alle donne. Fu proprio Danny a scrivere la commedia, ma poi me la passò, forse perché per lui era troppo autobiografica. Nessuno dei due pensava che avrebbe avuto un successo di questo tipo, e devo alle scelte di un manager inqualificabile se ne cedetti i diritti cinematografici e televisivi per una cifra modestissima. incredibile come non si abbia mai la percezione di quello che si ha tra le mani: mi è accaduto lo stesso anche con A piedi nudi nel parco, un’altra commedia che racconta in maniera spudoratamente autobiografica la luna di miele con la mia prima moglie”. [...] il commediografo di maggior successo della storia americana [...]. I riconoscimenti ottenuti durante la carriera sono impressionanti: oltre al Premio Pulitzer per Lost in Yonkers, Simon ha avuto quattro candidature all’Oscar, ben quindici ai Tony con tre vittorie (per La Strana Coppia, Biloxi Blues e Lost in Yonkers), un Golden Globe (per The Goodbye Girl), oltre a una infinità di premi internazionali. Nel 1967 a Broadway erano in scena contemporaneamente quattro suoi spettacoli: Sweet Charity (adattamento in chiave musical delle Notti di Cabiria), La Strana Coppia, A piedi nudi nel parco e Due scapoli e una bionda. All’interno di una carriera lunga più di cinquant’anni, con un bilancio di trenta commedie, cinque musical e sessantadue sceneggiature (comprese quelle televisive), La Strana Coppia è probabilmente il testo più noto e apprezzato in ogni parte del mondo. Simon ne spiega il segreto con un dato molto semplice: ”Non c’è nessuno che non abbia convissuto, almeno per un breve periodo, con un’altra persona”. E racconta che quando sentiva i racconti del fratello non avrebbe mai creduto che un giorno ci sarebbero state anche delle versioni femminili. Simon non fu molto soddisfatto del primo allestimento a Broadway e non si stupì che chiudesse i battenti dopo un anno e mezzo: durata per i suoi standard quasi fallimentare ma, ricorda ancora una volta con orgoglio, ”pari a quella della prima edizione di Morte di un commesso viaggiatore”. Il film, realizzato da Gene Sacks, gli apparve decisamente più riuscito, e Simon si dichiara [...] particolarmente felice di alcune soluzioni che scrisse appositamente per il grande schermo, come l’inizio in cui si vede Jack Lemmon che non riesce ad aprire la finestra dalla quale vuole suicidarsi. [...] ”Reagii per molto tempo con perplessità quando numerose attrici cominciarono a chiedermi la versione femminile e decisi di cedere soltanto quando mi chiamò Rita Moreno. Da allora la storia di Felix e Oscar è diventata il simbolo di un modo di concepire la vita eternamente provvisorio, e tra le tante versioni mi ha molto divertito quella spagnola interpretata da un attore di origine medio-orientale come Tony Shalloub. [...]”. Ci sono voluti molti anni prima che la critica americana riconoscesse in Simon un commediografo di prim’ordine e non solo un abilissimo autore di gag. Il cambio di atteggiamento è stato prodotto da California Suite, diventato celebre grazie al film di Herbert Ross.’Credo che il successo di quel testo sia dovuto in gran parte alla sincerità: mi ero trasferito in California e sentivo la necessità di inserirmi in quella società e una istintiva repulsione”. Chi ha visto il film, ricorderà lo sconcerto della newyorkese Jane Fonda quando incontra il suo vecchio marito Alan Alda vestito con un golf giallo canarino indossabile solo ad Hollywood, e l’atmosfera di malessere che emana Maggie Smith nel ruolo di una celebre attrice immortalata in compagnia del marito omosessuale Sydney (Michael Caine) al ritorno da una cerimonia degli oscar nella quale lei non ha vinto. Non si era ancora in tempi di correttezza politica, ed il volto sconfitto dell’attrice inglese chiarisce che per chi vive nel grande nulla di Hollywood ha avuto ben poco significato cambiare l’annuncio ”the winner is” con ”the oscar goes to”. L’amarezza di una mancata vittoria si rispecchia nel disastro esistenziale della coppia, ma Simon riesce sempre a trovare il modo di sorridere e cogliere la tenerezza dell’elemento umano: ”Ho conosciuto coppie del genere, e mi sono sempre interrogato sull’equilibrio che riescono a raggiungere: Sydney è certamente un compagno e riesce a soddisfare alcuni aspetti della vita di coppia, ma c’è qualcosa tra i due che mancherà sempre. Anche se devo dire che gli anni mi hanno insegnato che la felicità è rara in ogni tipo di rapporto”. [...]I racconti degli anni della tv, durante i quali scriveva gag per Woody Allen e Mel Brooks, sono pieni di umanità [...]”» (Antonio Monda, ”la Repubblica” 9/10/2005).