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 2003  maggio 26 Lunedì calendario

Ferry Luc

• Colombes (Francia) 3 gennaio 1951. Filosofo. Politico (ministro per l’Educazione con Raffarin, 2002-2004) • «Per qualche mese è stato il ministro più esibito e pubblicizzato del governo francese. Cravatta gialla, folta capigliatura corvina, presenza ambita nei salotti che contano, nella squadra di governo scelta da Chirac, bilanciava la faccia feroce di Sarkozy, lo "sceriffo" del ministero degli Interni, e la bonomia provinciale del premier Raffarin. Un’arma in più per convincere che il nuovo avanza. La gente è stanca dei professionisti della politica? Bene, ecco i tecnici: l’uomo di cultura alla cultura, l’imprenditore all’economia, il professore alla scuola. Oggi è l’anello debole del governo, il bersaglio più facile, il personaggio più imbarazzante, come se il tam tam mediatico che lo aveva esaltato si fosse rivoltato contro di lui. Colpa di qualche gaffe e di troppa franchezza nel dire apertamente che la scuola francese è un disastro. Filosofo e autore di successo, tradotto anche in giapponese, era, per la destra, tutto ciò che non deve sembrare di destra, avendo peraltro collaborato con ministri di sinistra. Di conseguenza, un motivo in più di disagio per la sinistra, sconfitta e messa di fronte alla scelta bipartisan per il ministero più complicato e costoso del Paese: una "balena" che inghiotte il 23 per cento del bilancio statale, dà lavoro ad un milione di persone e tritura da vent’anni progetti di riforma e coloro che vorrebbero attuarli. Luc Ferry non è sfuggito alla regola. [...] è uno dei bersagli preferiti del Canard Enchaîné, il giornale satirico che per primo ha raccontato che i figli del filosofo laico e repubblicano vanno in una scuola privata cattolica. I detrattori ironizzano sul caso di omonimia fra Jules Ferry, il grande umanista del Novecento, padre "fondatore" del sistema scolastico laico e gratuito, e l’"affossatore" Luc, accusato di voler smantellare il sistema, strizzando l’occhio a ciò che la metà dei francesi considera la più terribile delle sciagure: la privatizzazione di funzioni e servizi» (Massimo Nava, "Corriere della Sera" 26/5/2003).