Ernesto Assante, "la Repubblica" 20/5/2003, 20 maggio 2003
Com’è nato Farenheit 451? ’E’ nato nei sottoscala della biblioteca dell’Università di Los Angles
Com’è nato Farenheit 451? ’E’ nato nei sottoscala della biblioteca dell’Università di Los Angles. Avevo una famiglia numerosa e non avevo abbastanza soldi per affittare uno studio, quindi avevo bisogno di un posto dove andare per scrivere e leggere in pace qualche ora al giorno. Un giorno, mentre passeggiavo nel campus dell’Università, sentii il rumore di una macchina da scrivere, che proveniva dal sotto-scala della biblioteca. Scesi a vedere e scoprii che c’era una grande stanza con dodici macchine da scrivere che funzionavano con le monnetine, si inserivano dieci centesimi e permettevano di lavorare mezz’ora. Pochi giorni dopo andai li, con la tasca piena di monetine e comincai a scrivere. Per me era una sensazione fantastica, scrivere Farenheit 451 in un posto in cui bastava salire le scale per entrare in una meravigliosa biblioteca e respirare assieme alle opere dei miei amatissimi scrittori, dove potevo prendere qualsiasi libro volessi, trovare citazioni, spunti, idee e tornare giù, nel sottoscala a scrivere. Così in nove giorni scrissi Farenheit 451, completamente circondato da libri, spendendo 9 dollari e 80 per la macchina da scrivere in affitto. Quella, comunque, non fu la versione definitiva”. Come mai? ’L’editore per il quale lavoravo, Ballantine Books, mi chiese di aggiungere altro materiale, di rendere la novella più lunga e adatta ad un libro, così scrissi altre 2500 parole, e le scrissi nel pieno del maccartismo. Joseph McCarthy stava facendo vivere un bruto periodo a molta gente e la sua commissione non lavorava davvero secondo i dettami della nostra democrazia. Finii di scrivere tutto ma avevo bisogno di soldi perché la mia famiglia stava crescendo, quindi pensai di vendere la novella a qualche rivista, prima della pubblicazione su libro, ma tutti quelli a cui la feci leggere avavano paura a pubblicarla per timore di finire proprio sotto le grinfie di McCarthy e della sua commissione. Finché venne da me un giovane editore che stava lanciando una nuova rivista e aveva bisogno di materiali interessanti. Mi disse che aveva poco, pochissimo denaro, che amava molto il mio stile ma che poteva spendere solo 400 dollari. E io gli dissi che per quella cifra poteva avere un mio nuovo racconto, prima che lo pubblicassi su libro. Così Farenheit 451 uscì sul secondo, sul terzo e sul quarto numero di Playboy”. (Ray Bradbury a Ernesto Assante)