r. e., Corriere della Sera 29/4/2003, pagina 8., 29 aprile 2003
Heidi Hoyt, responsabile dell’ufficio postale di Cordell (Oklahoma), fa sapere che in città sono "a corto di due cose: collari antipulci e calzamaglie", reclamati dai soldati americani in Iraq assieme a dolci, fotografie e cianfrusaglie d’altro genere (allarmi analoghi da tutti gli Stati Uniti)
Heidi Hoyt, responsabile dell’ufficio postale di Cordell (Oklahoma), fa sapere che in città sono "a corto di due cose: collari antipulci e calzamaglie", reclamati dai soldati americani in Iraq assieme a dolci, fotografie e cianfrusaglie d’altro genere (allarmi analoghi da tutti gli Stati Uniti). La pratica di indossarli, già in uso nella spedizione del 1991, servirebbe a tener lontane le pulci della sabbia (insetti particolarmente agguerriti fra le dune della Mesopotamia). Le famiglie dei militari si sono viste recapitare una lettera dal Pentagono, che sconsiglia di spedire ai loro cari tecnologie riservate ai cani: inutili allo scopo (lontani dal viso, gli animaletti andrebbero comunque a pasteggiare su altre parti del corpo), conterrebbero anche sostanze chimiche dannose per la pelle.