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 2003  maggio 18 Domenica calendario

Geleng Rinaldo

• . Nato a Roma nel 1920, morto a Roma il 15 maggio 2003. Pittore. «Era un disegnatore dal tratto fulmineo, un pittore seducente, un ritrattista straordinario. Non c’era personaggio della scena pubblica e mondana che non avesse effigiato, da Federico Fellini a Gianni Agnelli, da Sophia Loren a Carla Fracci, da Berlusconi e i suoi figli alle sorelle Fendi. Possedeva il dono raro di cogliere immediatamente, oltre che la fisionomia, la personalità del soggetto che, da uomo oltremodo gentile e generoso qual era, voleva uscisse dal suo studio felice di sé e della propria immagine. Nato da una famiglia di origine tedesca, aveva studiato pittura sotto la scuola di Donghi e Mazzacurati e aveva lavorato a lungo con Federico Fellini, realizzando, fra l’altro, i ritratti che figuravano nel salone in cui, nel film Roma, si svolgeva il vertiginoso défilé cardinalizio. Erano amici per la pelle, lui e Federico. Si erano conosciuti nel 1938 presso la redazione del ”Marc’Aurelio”, dove si erano recati per piazzare qualche disegnino e qualche vignetta. ”Potresti offrirmi due supplì, i miei soldi li ho lasciati nell’altra giacca”, gli aveva detto Federico in quell’occasione. ”Hai anche un’altra giacca?”, gli aveva chiesto a sua volta Rinaldo. Era infatti povero in canna, come lo stesso Federico. Avevano fatto da allora la bohème insieme. Schizzavano caricature ai clienti dei ristoranti, abbandonavano nottetempo gli alberghi calandosi con una corda dalle finestre. Rinaldo gli aveva fatto da testimone quando, il 30 ottobre del 1943, aveva sposato Giulietta, e il pittore era con Giulietta quel 30 ottobre del 1993 in cui l’attrice aveva celebrato nella casa di via Margutta, in un’atmosfera di infinita tristezza, mentre Federico giaceva in coma al Policlinico, le nozze d’oro. Il regista si era spento il giorno dopo, il 31 ottobre, dopo una agonia interminabile. Ma Rinaldo Geleng aveva seguito Federico Fellini anche nei momenti del trionfo. Era con lui e con Giulietta nel marzo del 1993 a Los Angeles dove il regista si era recato per ricevere l’Oscar alla carriera. Sedeva nelle prime file del grande teatro quando Fellini, mentre Sophia Loren e Marcello Mastroianni gli consegnavano il premio, si era rivolto a Giulietta e le aveva detto: ”Smettila di piangere!”. Anche Rinaldo aveva le lacrime agli occhi. Dopo la premiazione Fellini aveva schizzato su un foglio la mitica statuetta dell’Oscar e glielo aveva donato. Diceva Fellini di Geleng: ”L’aver scelto come pittore di dedicarsi al ritratto e quindi a volti, alle fisionomie, alle espressioni, questa sottotraccia magnetica che lo ha guidato, è stata anche la coincidenza che da giovanissimi ci ha fatto incontrare. Come me, Rinaldo guarda il mondo dalla parte dei visi, è votato all’ossessione delle facce; ma le sue ossessioni sono dotate di una grazia che non conosce rivalse e soprattutto trattenute dalla mano ferma di un indiscutibile talento”» (Costanzo Costantini, ”Il Messaggero” 16/5/2003).