Villaggio globale n. 61, Sette 05/10/1995, 5 ottobre 1995
Macelleria. Lo scorso inverno, sempre a Torino, in via Nizza 11, una signora sente un odore insopportabile provenire dalle soffitte - dove abitano i negri - chiede e viene a sapere che i bagni, lassù, sono tutti rotti
Macelleria. Lo scorso inverno, sempre a Torino, in via Nizza 11, una signora sente un odore insopportabile provenire dalle soffitte - dove abitano i negri - chiede e viene a sapere che i bagni, lassù, sono tutti rotti. Chiama perciò a sue spese un idraulico. Costui va su e dopo un poco ridiscende scotendo il capo: ”Guardi che se non c’è la scorta della polizia non faccio niente. Sopra c’è anche una macelleria”. La signora sale e, a parte tutto il resto, vede che effettivamente dal soffitto pendono due quarti di bue. Chiama allora la polizia, ma si sente rispondere: ”Appendere la carne non è un reato”. Quando, pochi giorni dopo, la polizia, fa finalmente irruzione nelle soffitte di via Nizza 11 si scopre che gli extracomunitari vi alloggiavano in 130, 130 in otto locali. Moltiplicando 130 per centomila, si ottiene un affitto di 13 milioni al mese. Per la faccenda dei bagni rotti, gli inquilini avevano risolto con sacchi di plastica per defecare e bottiglie per la pipì. Sia i sacchi che le bottiglie, una volta riempiti, venivano buttati in cortile.