Maurizio Molinari, "La Stampa" 10/05/2003, pagina 17., 10 maggio 2003
Aron Ralston, 27 anni, scalatore dello Utah, Stati Uniti, partito in bicicletta con tre litri d’acqua, quattro scatolette di dolci, due burritos, lacci e corde alla volta di Canyonlands National Park
Aron Ralston, 27 anni, scalatore dello Utah, Stati Uniti, partito in bicicletta con tre litri d’acqua, quattro scatolette di dolci, due burritos, lacci e corde alla volta di Canyonlands National Park. Davanti a un canyon strettissimo, con pareti rocciose «a serpentina», lasciò la bici e cominciò a scalare. Nel tentativo di evitare un macigno di 200 chili, caduto dall’alto, restò intrappolato con il braccio destro fra il masso e la parete rocciosa. Erano le 3 del pomeriggio del 26 aprile e Aston, finite le provviste e scartata l’ipotesi dei soccorsi, cominciò a pensare come tagliarsi il braccio con il coltellino multiuso che aveva con sé, poco affilato, pagato 15 dollari. Applicato un laccio emostatico, pronti i pantaloncini da bici per assorbire il sangue, il coltello «non riusciva a tagliare neanche i peli sull mia pelle». Un altro giorno a riflettere, quindi la scelta «non di tagliare ma di spezzare» l’arto immobilizzato: «Eseguii delle brusche torsioni riuscendo a spezzare prima il radio e, dopo pochi minuti, anche l’ulna». A quel punto il coltellino poteva essere usato «per tagliare la pelle». Era il primo maggio, e Ralston usò la doppia corda per scendere gli oltre venti metri di roccia e raggiungere la bici a circa 10 chilometri di distanza. Quì incontrò alcuni turisti olandesi che chiamarono soccorsi. Giunto in ospedale con l’avambraccio in mano chiese: «Potete riattaccarlo?». I dottori lo rimproverarono del «metodo chirurgico adoperato»: «Una pratica che non è affatto da consigliare». Dopo una settimana di convalescenza, lo scalatore ha lasciato l’ospedale tutto contento col braccio destro fasciato: «Negli ultimi due giorni del mio intrappoolamento ero rimasto senza acqua e cibo, ma sentivo dentro di me un’incredibile energia, la stessa di tutti coloro che erano preoccupati per la mia sorte, è stata questa energia a darmi la forza per fare ciò che ho fatto».