14 maggio 2003
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Short Clare
• . Nata a Birmingham (Gran Bretagna) il 15 febbraio 1946. Politico. Ministro per gli aiuti al Terzo Mondo, si dimise per contrasti con Blair sulla guerra in Iraq (ma solo a conflitto concluso). "Battagliera eroina della sinistra laburista [...] è uno dei personaggi più popolari nel mondo politico britannico. C’è chi la definisce una specie di lady Diana di Westminster" (p.f.d.t, ”la Repubblica” 13/5/2003). "Da vent’anni i giornali, per le sue idee di sinistra all’antica, che poco avevano in comune con il nuovo Labour, ideologicamente ”leggero” ma politicamente vincente voluto da Tony Blair, la chiamavano ”Red Clare”, Clara la Rossa. Adesso, dopo la tempesta politica scatenata dalla sua impulsiva rivelazione che i servizi britannici, per fare un favore agli americani, avrebbero spiato perfino il segretario generale dell’Onu, per lei i cronisti hanno messo in circolazione un soprannome aggiornato: Calamity Clare. A Clare Short, uscita dal governo [...] per protestare contro la partecipazione voluta da Blair alla guerra in Iraq, viene attribuita in altre parole - come si raccontava della mitica Calamity Jane, eroina del vecchio Far West famosa per la disinvoltura con cui maneggiava le armi - la caratteristica, non vantaggiosa in politica, di essere una mina vagante. Con il premier, che affidandole il ministero per gli Aiuti internazionali forse si era illuso di tenerla un po’ a freno, i suoi rapporti erano stati sempre leali ma, dall’inizio, difficili. Eppure la carriera politica di ”Calamity Clare”, come quella di Tony Blair, era incominciata di pari passo, nella lunga stagione di egemonia della destra aperta da Margaret Thatcher nel lontano 1979 e continuata per i successivi diciotto anni. Ma le loro strade, fin dall’inizio, avevano incominciato a divergere. Per Tony Blair, divenuto leader in uno dei momenti più disperanti del laburismo, la strada per ritornare al potere non poteva essere altra che quella del ”Nuovo Labour”, da lui alleggerito con grande destrezza dei più sacri bagagli ideologici, come le nazionalizzazioni e l’assistenzialismo di Stato ”dalla culla alla bara”. E le elezioni trionfali del ’97 dovevano in effetti dargli ragione. Per Clare Short, una donna energica che si era fatta strada da sola nei grigiori industriali di Birmingham, prima come impiegata statale, poi come attivista e, infine, nello stesso anno di Blair, il 1983, con la conquista di un seggio nel Parlamento, la lunga marcia del laburismo verso il potere non avrebbe mai dovuto tradire le origini socialiste. ”Del nuovo Labour - ama ripetere - c’è solo una cosa che non mi convince: quel ’nuovo’”" (Renzo Cianfanelli, ”Corriere della Sera” 28/2/2004).