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 2003  maggio 14 Mercoledì calendario

Forsythe William

• New York (Stati Uniti) 30 dicembre 1949. Coreografo • «[...] grande guru della danza post-neoclassica, da qualche tempo votato a ricerche sempre più ermetiche e impegnate [...] è stato per oltre 25 anni alla direzione del Balletto di Francoforte, una delle compagnia più prestigiose e di punta della Germania. [...] chiusa la baracca perché il comune tedesco non vuole più finanziare la danza, Forsythe ha creato un piccolo gruppo, The Forsythe Company, che vive grazie all’intervento dei Land di Dresda e Francoforte. [...]» (Sergio Trombetta, ”La Stampa” 2/6/2005) • «Ha saputo travolgere le regole del balletto con un prepotente scossone eliminando costrizioni letterarie o sovrastrutture psicologiche all’insegna dello slogan ”Non è il balletto che è vecchio, ma l’uso che se ne fa”. Sbarcato nel 1973 in Europa, prima ballerino e poi coreografo sperimentatore a Stoccarda, dal 1984 è stato direttore del Ballet Frankfurt con il quale in venti anni ha messo in pratica i principi fondatori del suo credo. Una collaborazione, quella con Francoforte, che ha generosamente finanziato la sua attività, destinata a terminare nel 2004. La municipalità ha tirato il cordone della borsa. Il suo futuro artistico è tutto da inventare dunque. […] Ha saputo elevare complesse architetture coreografiche, dove il tema centrale sono la danza stessa e suo sviluppo, come Artifact. Ha concentrato il suo credo in brani brevi e famosi, rischiosi e acuminati, come Steptext e In the Middle Somewhat Elevated. Ha accostato, in maniera postmoderna, temi e spunti diversi in elaborati affreschi come in Impressing the Czar. Ha meditato sull’uso dello spazio e della luce instaurando collaborazioni intellettuali con l’architetto Daniel Libeskind in Enemy in the Figure» (Sergio Trombetta, ”La Stampa” 13/5/2003) • «Mi sono sempre sentito europeo. Mia madre ha studiato a Milano, a Brera, la mia famiglia era culturalmente legata al Vecchio continente da dove era emigrata solo da una generazione. Sono arrivato a Stoccarda nel regno di John Cranko, e ho trovato il paradiso. Nel 1984 sono diventato direttore a Francoforte» ("Corriere della Sera", 23/5/2003).