Villaggio globale n. 54, Sette 20/07/1995, 20 luglio 1995
Moravia. ”...l’abitudine di Sabaudia che significava: accanirsi sui tasti della Olivetti, poi della Olympia portatile, fin verso le undici della mattina, quindi scendere alla spiaggia e intraprendere una lunga passeggiata con l’acqua alla vita tirando su dalla rena le telline che apriva a infallibili colpi d’unghia e succhiava
Moravia. ”...l’abitudine di Sabaudia che significava: accanirsi sui tasti della Olivetti, poi della Olympia portatile, fin verso le undici della mattina, quindi scendere alla spiaggia e intraprendere una lunga passeggiata con l’acqua alla vita tirando su dalla rena le telline che apriva a infallibili colpi d’unghia e succhiava. Di pomeriggio, la spesa. Moravia diceva: ”Vado a comprare un bel pescione”. Il proprietario della pescheria sulla piazza del mercato lo ricorda ancora con che lena frugasse i pesci sul banco di marmo per verificarne la freschezza. Si fermava poi per un gelato al bar di fianco al comune, e tornava a casa. Facevamo gare di cucina. Alberto amava lavare i piatti trattando l’acqua bollente a mani nude come se le avesse coperte di pesanti guanti di caucciù. Una volta con un sole feroce arrivò Jean Genet. ”Una missione politica” disse ”in favore dei palestinesi”. Moravia voleva coinvolgerlo a parlare di libri, di letteratura. Genet restò sdegnoso, e deluse fortemente Dario Bellezza che si era preparato a una posa adorante. Quando Genet andò via disse a Bellezza: ”Tu caro mio ti fai troppe illusioni” [...] Laura Betti non amava la spiaggia, frustrava con pesantezza la nostra passione per il litorale piatto, e la sera imbandiva spesso il suo meraviglioso sformato di patate e mozzarella di cui tutti, dico tutti, eravamo ghiotti” (Enzo Sicialiano).