Varie, 13 maggio 2003
IULIANO Mark
IULIANO Mark Cosenza 12 agosto 1973. Ex calciatore. Con la Juventus vinse quattro scudetti (1996/1997, 1997/1998, 2001/2002, 2002/2003) e fu tre volte vicecampione d’Europa (1996/1997, 1997/1998, 2002/2003), vicecampione d’Europa anche con la nazionale, nel 2000 • «[...] Iuliano, e non Juliano, perché sulla prima maglia numero 13 della Juve che indossò c’era scritto così. È uno dei calciatori più italiani che esistano [...] È stato allievo di Lippi e Ciro Ferrara, difensore centrale bianconero in coppia con Montero e perciò particolarmente specializzato in abbracci e falletti. Sposato con l’ex Passaparolina Federica Villani: lui racconta di essersi presentato a lei come titolare di un impresa di pompe funebri. Lei ci ha creduto. Buontempone, secondo tutte le testimonianze di spogliatoio. [...] Ha chiamato i suoi due cani come i figli di Beckham: Romeo e Brooklin. Venne imbarcato nel piccante caso Viva Lain, la casa d’appuntamenti torinese frequentata da calciatori e professionisti vari, e alla fidanzata disse che lui non c’entrava. Lei ci ha creduto. Gli spagnoli ci vanno a nozze co’ sta roba: appena Iuliano ha toccato il suolo iberico gli hanno ricordato che la sua ragazza prima di lui era stata con Coco. [...] “Ma allora quella volta con Ronaldo, il rigore c’era o no?”. Sconforto. Quella volta era il 24 aprile 1998. Juve-Inter. Neppure le moviole dimostrarono mai fino in fondo se Ronaldo, appena entrato in area, fece sfondamento o se, al contrario, Iuliano lo spinse per farlo cadere. Il dibattito fu feroce: lo juventino Antonio Di Pietro, intervistato da Mixer, dovette ammere che il rigore c’era; Costanzo e Mentana ci fecero su una serata speciale. L’arbitro Ceccarini non diede il rigore e fece proseguire il gioco. La Juve vinse lo scudetto. [...]» (Alberto Piccinini, “il manifesto” 26/1/2005). «La Juventus lo prende nel 1996 dalla Salernitana: sembra il classico rincalzo destinato ad ammuffire in panchina, invece si rivela un buon marcatore, determinato e rude ma corretto, che non bada ai fronzoli e va per le spicce […] È l’uomo del misfatto, il bianconero che placca Ronaldo al Comunale, in piena area di rigore, nel match decisivo del 26 aprile 1998 contro l’Inter. L’arbitro Ceccarini di Livorno sorvola, si scatenano le polemiche in campo (un gentleman come Simoni si fa espellere), lo scudetto va alla Juve» (Dizionario del Calcio Italiano, a cura di Marco sappino, Baldini&Castoldi 2000). «Arriva dalla Salernitana all’inizio della stagione ’96-97. Grande, grosso, timidissimo. È nato a Cosenza ma vive a Campagna che, pare un gioco di parole, è in Campania, provincia di Salerno. Per un ragazzo che fa il difensore e vive da quelle parti non ci può essere che un idolo: che si chiama Ciro Ferrara, va da sé. Mark (che si chiama così perché suo padre Alfredo era fanatico di Mark Spitz, 7 medaglie d’oro nel nuoto alle Olimpiadi di Monaco ’72) si ritrova Ciro compagno di squadra, alla Juve. Pare che, all’inizio, ci scappasse ancora il “lei”, deferente, ma forse è solo una leggenda sabauda» (Paolo Forcolin, “La Stampa” 17/12/2003).