10 maggio 2003
Tags : (Deborah Anne Dyer) Skin
Skin DeborahAnneDyer
• . Nata a Brixton (Gran Bretagna) il 3 agosto 1967. Cantante. «Sciamanica star dalla voce stratosferica [...] La pelata folle che urlava ”Fuck you!” a capo dei tostissimi Skunk Anansie, più di quattro milioni di copie vendute dei tre sconvolgenti album e la fama della band inglese più devastante dei ’90. [...] ”Siamo rimasti amici, Cass e Mark ed io. Siamo stati una band fantastica, ma correvamo troppo, le canzoni nascevano in tour dopo frenetiche litigate. Avevo bisogno di sviluppare le mie idee con calma, sbagliare e correggermi. Dalla mia insegnante ho imparato soprattutto che il canto deve essere strettamente connesso allo spirito dell’interprete. Come persona politica sono sempre io”» (Giacomo Pellicciotti, ”la Repubblica” 10/5/2003). «Bisessuale e anarchica dichiarata [...] Nelle sue canzoni si parla di sesso e di politica. [...] Certo, più che il suo pensiero fa moda il suo cranio rasato. [...] Pare che Versace e Gaultier l’abbiano contattata [...] Lei smentisce: ”Io canto in una rock band e non ho intenzione di sfilare anche perché sono troppo vecchia. Ho assistito solo a una sfilata di Versace e, dico la verità, più che i vestiti ho guardato le modelle”» (Roberto Rizzo, ”Sette” n. 24/1999). «[...] Aspetto aggressivo e dichiarazioni altrettanto: confessò la sua bisessualità e definì il genere della band clit-rock. Con la band la rottura era arrivata perché dopo il terzo album ”c’erano troppe cose personali, problemi con le fidanzate e altro”. Per lanciare la sua carriera solista nel 2003 (Fleshwounds) e tagliare i ponti con il passato, Skin aveva cambiato look. Abiti sofisticati al posto di canottiera e panta- cargo e capelli, corti ma c’erano. ”Mi nascondevo. Non volevo essere Skin, non volevo essere quel personaggio famoso. Non volevo essere la ex Skunk Anansie, la parola ex mi faceva male. Oggi non più” [...]. Quel disco eramolto introspettivo: ”Era il risultato di un periodo basso della mia vita e della mia carriera: la band si era sciolta, era finita una relazione. Tutto quello che avevo di solido se ne era andato. Avevo deciso di nascondermi e creare musica così: è stato il mio album dark”. Fu un mezzo flop: ”Decideva tutto la casa discografica e la mia opinione non contava nulla: ero insicura e lasciavo che la gente mi camminasse sopra. [...] Quello della band era il suono di quattro persone diverse, questo è tutto mio. Con loro facevamo le cose più in grande, da sola sono più garage, più sporca, più fresca, più frizzante”. La ragazza ha anche avuto fortuna. La EMI, presa dalla crisi che le ha imposto di tagliare i contratti di molti artisti, l’ha lasciata andare: ”Li rispetto. Avrebbero potuto tenermi perché vendevo ancora. Ho visto troppi artisti bloccati, infelici di fare una musica che non è la loro”. E tira in ballo Fiona Apple [...]» (Andrea Laffranchi, ”Corriere della Sera” 21/2/2006).