Gianpaolo Marro, "La STampa" 09/05/2003, pagina 12., 9 maggio 2003
Bon ton della raccomandazione secondo Barbara Ronchi Della Rocca: «Mai chiedere per non mettere l’altro nella posizione di non poter dire di no e non poter scegliere»
Bon ton della raccomandazione secondo Barbara Ronchi Della Rocca: «Mai chiedere per non mettere l’altro nella posizione di non poter dire di no e non poter scegliere». La tattica giusta è quella delle «velate allusioni», ovvero bisogna rappresentare «quanto si è infelici dell’attuale posto di lavoro facendo capire che si aspira a qualcosa di meglio» inducendo l’interlocutore a «proporsi per dare una mano». Per ringraziare: «Vietato il regalo (darebbe l’impressione di pagare la raccomandazione e involgarisce). Meglio una lettera manoscritta per esprimere la propria gratitudine tipo: "Non dimenticherò mai la sua gentilezza. Non mi sono permesso di venire di persona a ringraziarla per non rubarle tempo prezioso, ma le esprimo la mia riconoscenza"». Attenzione però che il "non dimenticherò" sia vero: «In occasione di Natale e Pasqua o all’onomastico inviare un biglietto d’auguri, magari con un presente simbolico: un fiore o una pianta verde se si tratta di un uomo, oppure un prodotto tipico dell’enogastronomia del territorio, ma senza esagerare». Quanto all’attegiamento da tenere con i raccomandanti, «persone importanti con poco tempo a disposizione»: «Mai un tono salottiero, trattenersi poco ed entrare subito nell’argomento, evitare battute di spirito e comportamenti fantozziani. Mai umiliarsi: niente cretinerie né spavalderie, ma dignità».