Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2003  maggio 03 Sabato calendario

Giorgio Faletti, ventenne «con gli ormoni a mille e sempre in cerca di avventure», invaghito di una ragazza, la corteggiava da mesi quando lei, comprese le intenzioni serie di lui, finì per accettare un suo invito

Giorgio Faletti, ventenne «con gli ormoni a mille e sempre in cerca di avventure», invaghito di una ragazza, la corteggiava da mesi quando lei, comprese le intenzioni serie di lui, finì per accettare un suo invito. «Siamo andati al cinema e poi a mangiare una pizza. Io, che sono un fanatico del peperoncino, l’ho chiesto al cameriere e l’ho spezzato direttamente sulla pizza». Il dopo cena: «In un pied-à-terre dove abitavo, a Milano. Breve schermaglia amorosa e finiamo tra le lenzuola. Contatti fisici vari finché lei mi dice che deve andare a lavarsi: sente un prurito incredibile. E’ in quel momento che io mi sono ricordato del peperoncino tra le dita e anche dell’effetto che fa sulle mucose. Torna, ricominciamo, ma l’acqua aveva raddoppiato il bruciore. A un certo punto lei non ce l’ha fatta più e l’ho riaccompagnata a casa. Non avevo il coraggio di dirle che era colpa mia. Allo stesso tempo lei si sentiva a disagio pensando che il problema fosse suo. Da allora non l’ho più incontrata. E tutte le volte che sento parlare di peperoncino come afrodisiaco mi viene in mente quell’avventura romantica diventata troppo piccante».