Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2003  maggio 07 Mercoledì calendario

Gunnet Chantal, di anni 3. Viveva in una villetta beige in borgata Subiasco, a Bobba Pellice (Torino), insieme con la madre Bounjor Doris, di anni 27, operaia

Gunnet Chantal, di anni 3. Viveva in una villetta beige in borgata Subiasco, a Bobba Pellice (Torino), insieme con la madre Bounjor Doris, di anni 27, operaia. Da quando i suoi genitori s’erano separati, passava il tempo nella villetta verde accanto alla sua, proprietà del nonno Bounjor Franco, di anni 50, ex metalmeccanico in Fiat. Era particolarmente legata a sua nonna, Rambaud Graziella, di anni 52, un passato da operaia al feltrificio ”Crumier” di Villar Pellice, un presente di cure per depressione presso i servizi sociali della Asl di zona. Sabato 26 costei uscì con la nipote dicendo che sarebbe andata a trovare l’anziana madre nella casa di riposo di Luserna San Giovanni, poi a far la spesa. Prese il fuoristrada, passò dalla genitrice, ma intorno alle 18, invece dell’annunciato giro al supermercato, si fiondò su per una strada sterrata di borgata Liussa. Posteggiò l’auto, s’inerpicò per altri trecento metri fino al greto dell’omonimo torrente. Sotto la pioggia prese la bambina tra le braccia, la portò fino al punto in cui l’acqua sfiorava il metro di profondità e l’annegò. Adagiò il cadavere sulle pietre circostanti, poi si lasciò andare nella spuma. Fu trovata la mattina dopo, parecchi metri più giù. Fra i castagni della Val Pellice, Torino.