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 2003  maggio 07 Mercoledì calendario

VAN EXEL Nick Kenosha (Stati Uniti) 22 novembre 1971. Giocatore di basket. Ha giocato con Los Angeles Lakers, Denver Nuggets, Dalla Mavericks, Golden State Warriors, Portland Trailblazers, San Antonio Spurs • «Grande talento, poca testa

VAN EXEL Nick Kenosha (Stati Uniti) 22 novembre 1971. Giocatore di basket. Ha giocato con Los Angeles Lakers, Denver Nuggets, Dalla Mavericks, Golden State Warriors, Portland Trailblazers, San Antonio Spurs • «Grande talento, poca testa. Un’etichetta difficile da scrollarsi di dosso, specie quando le tue azioni in campo e fuori non fanno altro che sostanziare le accuse, rafforzare un’opinione forse non del tutto sbagliata di te. Nick Van Exel è così, capace di fare cose fantastiche su un campo da basket […] ma anche incapace di gestire le sue emozioni, seppur ultimamente la situazione sia decisamente migliorata. Non è facile essere Nick Van Exel. Per capirlo bisognerebbe ispirarsi a Spike Jonze, il regista di Essere John Malkovich ed entrare nella sua testa, come accadeva nel film a John Cusack. Non può essere facile, perché Nick è il classico ragazzo difficile. Facile è invece capire il perché. Quando a soli sette anni fai da palo a tuo padre, Nick senior, mentre lui ruba autoradio per le strade di Kenosha, Wisconsin, non puoi pensare di crescere secondoi canoni di un’educazione tradizionale. Tanto più se poi papà finisce in galera per tre anni e quando esce decide di abbandonare te e mamma Joyce al vostro destino. Una storia già sentita mille volte, non nuova in quell’America nera dove nascono i grandi talenti dello sport. Nick riuscì a finire il liceo e ad andare all’università, al Trinity Valley Community College, nel Texas, prima di essere scoperto da Cincinnati, una squadra dove lo zero in condotta era la norma. I BadBoys della Ncaa avevano talento da vendere, ma non vinsero mai nulla. Nick The Quick venne scelto dai Lakers nel ”93 con il numero 37, molto più in basso rispetto alle sue capacità, frenato dal carattere. Che si confermò irascibile anche nella Nba. Litigò con coach George Karl durante un tryout con i Sonics, diede buca due volte a Charlotte. Nel ”96 venne sospeso 7 partite per aver dato uno spintone all’arbitro Ron Garretson. Ai Lakers litigò furiosamente con coach Del Harris dopo una garadi playoff con Utah nel ”97, sotto l’occhio delle telecamere della Nbc e di milioni di telespettatori. Venne ceduto a Denver, chiaramente una scelta punitiva, prima di passare a Dallas nel febbraio 2002, dove ritrovò Harris. In realtà non fu un caso. Era stato proprio Harris a volerlo. Un gesto di straordinaria fede nei confronti di un giocatore straordinario» (Massimo Oriani, ”La Gazzetta dello Sport” 6/5/2003).