7 maggio 2003
Tags : Michel Butor
Butor Michel
• . Nato a Monsen-Baroeul (Francia) il 14 settembre 1926. Scrittore. «Dell’inaccessibilità vegliarda che ci si immagina caratterizzi un nume tutelare, un padre della letteratura mondiale, ha poco e niente. Casomai sembra un folletto barbuto, irriverente con se stesso, curioso negli occhi. Butor, l’esploratore del linguaggio, ex avventuriero del ”Nouveau Roman”, diventato improvvisamente famoso nel 1957 con il suo libro più noto La Modification. In piena Francia esistenzialista protetta da Sartre, lui raccontava di un uomo che prende il Palatino Parigi-Roma e, durante il viaggio notturno, si disinnamora progressivamente dell’amante romana che sta andando a visitare. Nasce il gioco della forma letteraria, la musicalità della lingua prende il sopravvento, nuove traiettorie sempre più audaci lo spingono a descrivere persone come luoghi, foto come pitture, musica come situazioni. ...] ”Ho scritto molti libri, certi conosciuti, altri meno. Ora, per circostanze familiari, mi occupo soprattutto di poesia. Mi piace chi si rompe la testa su questioni di forma, io mi rompo la testa in mille modi differenti. Ci si romperà sempre la testa sulla sperimentazione del linguaggio. così centrale nella nostra vita [...] Ho bisogno di due cose alla volta: di vedere gente e di ritirarmi. La mia casa in Alta Savoia si chiama appunto ’L’écart’, da parte. Ma è un eremitaggio molto aperto. [...] Il mio cognome è francese, dalle origini antichissime, deriva dal nome di un bellissimo uccello ma negli anni è diventato un insulto duro e rude che si trova nella letteratura fino alla metà del XX secolo. Fortunatamente è sparito [...] Amo la pittura, la musica, ho fatto letteratura perché mi ha permesso di fare tutto e nello stesso tempo. Ho nostalgia della musica e della pittura e voglio che si veda all’interno di quello che scrivo. Vorrei essere ricordato come poeta. Ma non sono io che decido”» (Michela Tamburrino, ”La Stampa” 6/5/2003).