Joshua Lederberg, ཿCorriere della Sera 25/4/2003, distribuito da Tribune Media Service (traduzione di Laura Toschi), 25 aprile 2003
Nel corso della storia, le malattie infettive hanno governato le nostre vite. Joshua Lederberg, premio Nobel nel 1958 per i suoi studi sulle mutazioni genetiche nei batteri: «Solo nel XX secolo, grazie a semplici misure igieniche come lavarsi regolarmente le mani e separare l’acqua potabile dai liquami di scarico, abbiamo assunto un ruolo più importante, nel bene e nel male, nel tentativo di controllare il modo in cui i microbi influenzano la vita umana
Nel corso della storia, le malattie infettive hanno governato le nostre vite. Joshua Lederberg, premio Nobel nel 1958 per i suoi studi sulle mutazioni genetiche nei batteri: «Solo nel XX secolo, grazie a semplici misure igieniche come lavarsi regolarmente le mani e separare l’acqua potabile dai liquami di scarico, abbiamo assunto un ruolo più importante, nel bene e nel male, nel tentativo di controllare il modo in cui i microbi influenzano la vita umana. Un bambino nato negli Stati Uniti nel 1900 aveva una speranza media di vita pari a 47 anni. Alla fine dello stesso secolo, principalmente per le conquiste sulle malattie infettive, questa era di 80 anni per le donne e di circa 75 per gli uomini. Dalla fine degli Anni 20, la metafora adottata con ottimismo riguardo ai nostri rapporti con i germi fu quella della vittoria dei ”cacciatori di microbi”. A partire dagli Anni 60, corroborati dai vaccini e dalle meravigliose medicine della metà del secolo, molti proclamavano: ”Le malattie infettive saranno bandite per sempre dalla Terra”. Solo per essere ridimensionati dopo il tragico avvento della pandemia dell’Aids».