30 aprile 2003
Zomparelli Anita, di anni 16. Occhi azzurri, pelle bianca, capelli neri, ovale perfetto, mamma insegnante elementare, padre cuoco all’ospedale, viveva a Maenza (Latina)
Zomparelli Anita, di anni 16. Occhi azzurri, pelle bianca, capelli neri, ovale perfetto, mamma insegnante elementare, padre cuoco all’ospedale, viveva a Maenza (Latina). Appassionata di cavalli e chitarra, il sogno di lavorare per la Walt Disney, frequentava il corso di oreficeria dell’istituto d’arte ”Baboto” di Priverno (Latina) e ogni giorno percorreva col pullman azzurro gli otto chilometri di tornanti che la separavano dalla scuola. Così anche alle 7 e 50 di martedì 15. Alla fermata successiva, in aperta campagna, salì un suo compaesano, Cacciotti Antonio detto Tonino, di anni 39, un passato di droga e cure psichiatriche, per anni cameriere a Londra, di recente tornato nella casa con vigneto e cancello rosso, dove viveva anche il padre. Arrivati al bus terminal Priverno, la Zomparelli decise di salire al livello strada usando le scale, e non l’ascensore, come tutte le sue amiche. Solo il Cacciotti la seguì. Appena imboccata la prima rampa di scale costui la chiamò, poi la colpì per nove volte alla gola, alla pancia, alle braccia con un coltello da carne, lama da 15 centimetri, manico in legno foderato con nastro adesivo bianco.