30 aprile 2003
Gallerani Giovanni, di anni 79. Ex gruista bolognese, in pensione da dodici anni, viveva in campagna, in una casa affittata all’Opera Pia dei Vergognosi, a San Giacomo del Martignone
Gallerani Giovanni, di anni 79. Ex gruista bolognese, in pensione da dodici anni, viveva in campagna, in una casa affittata all’Opera Pia dei Vergognosi, a San Giacomo del Martignone. Sempre sorridente e disponibile, ogni giorno andava in bicicletta fino alle Budrie, contrada di San Giovanni in Persiceto: comprava crocette dalla fornaia Luana, poi ”il Resto del Carlino” e ”il Giornale” nell’edicola-emporio di una Silvana, a due passi dal santuario di santa Clelia. Ogni domenica gite pedalanti in montagna, progettava di arrivare fino a San Giovanni Rotondo, da Padre Pio, forse per ringraziare di esser sopravvissuto a un tumore. Assai più introversa sua moglie, Righi Gina, di anni 65, ex operaia, appassionata del Bologna e di Guidolin, giornate passate tra faccende casalinghe e fiori. In casa con loro anche il figlio Gallerani Andrea, di anni 47, camionista, alto, snello, poche donne e tuttavia solito annunciarsi in ditta dicendo «sono Taricone», fissato con i marchingegni elettronici, convinto di esser sempre seguito e spiato. Nella notte di lunedì scorso, dopo aver festeggiato il suo compleanno, costui sigillò con nastro adesivo tutte le finestre di casa e disseminò decine di foglietti in cui con inchiostro rosso vaneggiava di complotti contro di lui. Poi entrò nella camera dei genitori, li prese a martellate, coprì i volti con una coperta bianca e sistemò tra i corpi una foto scattata mezzo secolo prima. Scese nell’ex stalla adattata a magazzino, sempre col martello fece fuori i due gatti di casa e li sistemò dentro una scatola, adagiandoli sulla paglia uno accanto all’altro. Infine prese una delle quattro doppiette paterne e si sparò un colpo di fucile in faccia. In una casa colonica affacciata su un vialetto in ghiaia, a San Giacomo del Martignone, frazione di Anzola, pianura bolognese.