Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2003  aprile 30 Mercoledì calendario

Gallerani Giovanni, di anni 79. Ex gruista bolognese, in pensione da dodici anni, viveva in campagna, in una casa affittata all’Opera Pia dei Vergognosi, a San Giacomo del Martignone

Gallerani Giovanni, di anni 79. Ex gruista bolognese, in pensione da dodici anni, viveva in campagna, in una casa affittata all’Opera Pia dei Vergognosi, a San Giacomo del Martignone. Sempre sorridente e disponibile, ogni giorno andava in bicicletta fino alle Budrie, contrada di San Giovanni in Persiceto: comprava crocette dalla fornaia Luana, poi ”il Resto del Carlino” e ”il Giornale” nell’edicola-emporio di una Silvana, a due passi dal santuario di santa Clelia. Ogni domenica gite pedalanti in montagna, progettava di arrivare fino a San Giovanni Rotondo, da Padre Pio, forse per ringraziare di esser sopravvissuto a un tumore. Assai più introversa sua moglie, Righi Gina, di anni 65, ex operaia, appassionata del Bologna e di Guidolin, giornate passate tra faccende casalinghe e fiori. In casa con loro anche il figlio Gallerani Andrea, di anni 47, camionista, alto, snello, poche donne e tuttavia solito annunciarsi in ditta dicendo «sono Taricone», fissato con i marchingegni elettronici, convinto di esser sempre seguito e spiato. Nella notte di lunedì scorso, dopo aver festeggiato il suo compleanno, costui sigillò con nastro adesivo tutte le finestre di casa e disseminò decine di foglietti in cui con inchiostro rosso vaneggiava di complotti contro di lui. Poi entrò nella camera dei genitori, li prese a martellate, coprì i volti con una coperta bianca e sistemò tra i corpi una foto scattata mezzo secolo prima. Scese nell’ex stalla adattata a magazzino, sempre col martello fece fuori i due gatti di casa e li sistemò dentro una scatola, adagiandoli sulla paglia uno accanto all’altro. Infine prese una delle quattro doppiette paterne e si sparò un colpo di fucile in faccia. In una casa colonica affacciata su un vialetto in ghiaia, a San Giacomo del Martignone, frazione di Anzola, pianura bolognese.