Lina Coletti, "L’Europeo" 1972, n.21., 23 aprile 2003
Il primo bombardamento visto da Gina Lollobrigida: «Io che sto alla finestra, mia madre che mi prega di allontanarmene, e gli aerei che passano e ripassano, quasi con monotonia
Il primo bombardamento visto da Gina Lollobrigida: «Io che sto alla finestra, mia madre che mi prega di allontanarmene, e gli aerei che passano e ripassano, quasi con monotonia. C’eravamo abituati, non credevamo più, ormai, che potessero sganciar bombe. E invece accadde. Vidi la casa di fronte sbriciolarsi in un attimo. Vidi mia madre portarsi le mani agli occhi come per difendersi. E fu il caos. Dopo il caos la fuga. Dodici giorni per arrivare a Firenze con lo spettro della morte sempre vicino, eppoi là quasi la fame e, dopo, il ritorno, e il dover ricominciare da zero, il non aver più nulla, il dover vivere in sei in una stanza, l’alzarsi all’alba per andare a scuola cambiando tram in continuazione. Insomma, il primo choc, il primo passo verso la saggezza».