Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2003  aprile 23 Mercoledì calendario

Il primo bombardamento visto da Gina Lollobrigida: «Io che sto alla finestra, mia madre che mi prega di allontanarmene, e gli aerei che passano e ripassano, quasi con monotonia

Il primo bombardamento visto da Gina Lollobrigida: «Io che sto alla finestra, mia madre che mi prega di allontanarmene, e gli aerei che passano e ripassano, quasi con monotonia. C’eravamo abituati, non credevamo più, ormai, che potessero sganciar bombe. E invece accadde. Vidi la casa di fronte sbriciolarsi in un attimo. Vidi mia madre portarsi le mani agli occhi come per difendersi. E fu il caos. Dopo il caos la fuga. Dodici giorni per arrivare a Firenze con lo spettro della morte sempre vicino, eppoi là quasi la fame e, dopo, il ritorno, e il dover ricominciare da zero, il non aver più nulla, il dover vivere in sei in una stanza, l’alzarsi all’alba per andare a scuola cambiando tram in continuazione. Insomma, il primo choc, il primo passo verso la saggezza».