varie, 10 gennaio 2003
Intervista a Fausto Bertinotti: Se dovesse scegliere il personaggio del 2002? "Bush, senza dubbio. Ed è un personaggio del tutto negativo, che ha fatto fare enormi passi indietro alla politica mondiale, passi inimaginabili e inaspettati
Intervista a Fausto Bertinotti: Se dovesse scegliere il personaggio del 2002? "Bush, senza dubbio. Ed è un personaggio del tutto negativo, che ha fatto fare enormi passi indietro alla politica mondiale, passi inimaginabili e inaspettati. Vero è che segni se ne erano già avuti. A partire dalla cosiddetta guerra d’ordine nei Balcani alla tenaglia terrorismo guerra che stringe il mondo tutto dopo la tragedia dell’11 settembre. Si è avuta dimostrazione che gli Stati Uniti possono decidere di utilizzare la guerra (è questo il passo indietro) come e quando vogliono, non tenendo conto degli organismi internazionali. E l’Italia è allineata". Qundi lei crede che gli italiani siano a favore della guerra? "Assolutamente no. Tutti i popoli europei sono contrari. E questa è una cosa che i politici dovranno imparare ad interpretare". E se dovesse pensare ora a un personaggio che sicuramente caratterizzerà l’anno a venire? "Non vedo un personaggio, ma un movimento. Tutti i movimenti di pace che manifestano il proprio dissenso per una guerra infinita". Come vede lo scontro tra Governo e Opposizione? "C’è crisi e il Governo dà un’idea totalmente negativa di risposta a questa crisi. Un’idea tradotta da una combinazione di verismo e populismo che produce una miscela originale che guida il governo Berlusconi e che ispira una produzione legislativa che si esprime in due modi radicalmente diversi a seconda che riguardi l’Alto o il Basso della società civile. Verso l’alto muove in direzione della piena liberalizzazione del comprtamento. Che diciamo si può riassumere nella formula ”Arricchitevi”. Anche modificando i confini tra economia legale e illegale e anche facendo delle leggi di pura tutela del privilegio di classe e anche a volte di ceto politico. Si può fare l’elenco: dal falso in bilancio, le rogatorie, rientri di capitali dall’estero, la Cirami. Volte a un’idea di librealizzare i privilegi. E al contrario, invece, in basso, un’idea di impedimento alla possibilità delle forze sociali di organizzarsi per contrastare il privilegio. Sono andate in questa direzione la legge, quello che è stato chiamato il ”Patto per l’Italia” cioè l’accordo separato che ha cominciato a manomettere l’Articolo 18. Un punto, diciamo, quasi l’estremo di tutela dei lavoratori dal valore sia giuridico che simbolico. La legge Bossi-Fini che non impedisce agli immigrati di stare in Italia ma impedisce loro di essere cittadini d’Italia. Ma persino anche la legge sulla fecondazione assistita che mette in luce nei confronti della donna la stessa logica che c’è nell’attacco all’articolo 18 nei confronti dei lavoratori, o nell’attacco ai diritti degli immigrati della legge Bossi-Fini. Una destra quindi che muove in questa direzione anche se per questa via non riesce a risolvere la crisi. E quindi paga anche una crisi di consenso sua. Al contrario nel Centro-sinistra, in questi giorni compie una scelta clamorosa, clamorosa per il suo carattere persino paradossale. Il Centro sinistra dopo la sconfitta elettorale ha ricevuto tutte domande da sinistra: il movimento no-global, la ripresa del conflitto sociale fino allo sciopero generale della CGIL, il movimento dei girotondi. Erano tutte domande che su diversi piani e anche con modalità diverse di cultura diversa tuttavia chiedevano una maggiore radicalità nell’opposizione e una maggiore radicalità di questo o di quel partito del centro sinistra. E accade che invece di dare una risposta a queste domande il CS vira a destra, all’inizio con la scelta di Rutelli sugli alpini in Afghanistan configurando una posizione di centro che mette in crisi i DS, crisi a cui i Ds rispondono con uno spostamento a loro volta al centro in maniera drastica scegliendo di stare dentro la prospettiva della guerra, di stare dentro la politica neoliberista, e a cui molti esponenti del Cs aggiungono ogni volta ingredienti di questo spostamento a destra. Quindi io penso che almeno per il prossimo anno non c’è nessuna possibilità che dal CS nasca un’alternativa alle destre, c’è invece la possibilità concreta che dai movimenti, dal movimento per la pace, dal movimento di lotta sociale, da quello della società civile, possa prendere forza una sinistra di alternativa che riapra..". Creando una spaccatura profonda a sinistra.... "Bè, con il Cs che pendola a destra per forza rompe a sinistra. Creando una cirsi interna al Cs. Nello stesso Cs la componente di sinistra non può che essere spiazzata e messa a disagio". Cosa spera che le capiti nel 2003? "Bè, sono sempre cose difficili da dire. Si possono sempre riassumere in formule generali. Una condizione di serenità. Una lunga condizione di serenità". Un libro che sicuramente leggerà? "Bisogna vedere quelli che escono. Più che titoli posso dire orientamenti. Continuerò a leggere dei libri sulla globalizzazione, contro la globalizzazione per meglio dire. E soprattutto libri scritti in varie parti del mondo, provenienti da ogni parte del mondo" Il libro sul comodino? "E’ curioso, ma ora sto leggendo un romanzo di Bilenchi, anzi lo sto rileggendo". Sa già come passerà le feste? "Ma sì, sa ho famiglia... nel senso che ho moglie, figli e nipoti e quindi sicuramente passeremo le feste tutti insieme" Regali? "Mah, non uso fare molti regali, giusto alla famiglia. Per il resto ci pensa mia moglie, delego completamente a lei... per fortuna". So che è tifoso del Milan.. "Sono del Milan per una questione affettiva, da sempre. Anche nel tifo, sono del Milan semel semper" Segue lo sport sui giornali? "Bè, oramai su tutti i giornali si parla di calcio. Sono ancora affezionato a Brera e a tutti i giornalisti sportivi dell’epoca, che a volte scrivevano pagine di grande giornalismo ma magari erano guardati male perchè scrivevano di sport" Ha seguito i Mondiali? "Poco. Credo che quando l’Italia è stata eliminata stessi facendo una riunione di segreteria. Ma magari l’avrò vista la partita perché è stata data così tante volte che qualche pezzo l’avrò pur visto. Diciamo però tranquillamente, senza porsi il problema ideologico se vederla o no. Vederla quando capita, sennò non fa niente. Debbo dire però che a me il gioco del calcio piace moltissimo, cioè sembra contraddittorio amo molto... amo molto forse è esagerato... mi piace molto il gioco del calcio anche per la sua ambientazione scenica. A me piacciono molto tutti i giochi che si tengono su un tappeto verde. Non quelli d’azzardo. Ma invece per esempio il campo di calcio come il biliardo. Queste grandi distese verdi secondo me esaltano il gioco, la trama del gioco. E il calcio è un gioco bellissimo" Va allo stadio? "Veramente no! L’ultima volta ci sono andato quando mio figlio che oggi ha 32 anni era piccolo. Dev’essere stato nell’80, a Torino e con noi allo stadio c’era Lama, che quel giorno era lì. Mi sembra di ricordare che giocasse la Juve, con una squadra scozzese. Da allora non sono più andato, però mi piace vedere una bella partita" Come andrà la Borsa? "Non me ne importa niente, non me ne interesso. Non credo che la Borsa spieghi veramente come sta andando l’Economia. Pensi che la Borsa sale quando vengono annunciati licenziamenti.... Anzi sono convinto che chi vuole capire realmente l’economia e debba occuparsene non debba proprio considerare la Borsa" Un buon proposito.... "Stare sempre dalla parte degli oppressi, anche l’anno prossimo".