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 2003  gennaio 10 Venerdì calendario

Intervista a Edoardo Boncinelli, scienziato: Che cosa si aspetta dal 2003? C’è stato un po’ di tempo per decantare le informazioni portate dalla decifrazione del genoma e probabilmente, anche se non sicuramente nel 2003 vedremo dei risultati almeno su un paio di versanti: l’individuazione di nuovi geni che predispongono al cancro, ma forse questa è la previsione più facile perché non smettiamo mai di scoprirne

Intervista a Edoardo Boncinelli, scienziato: Che cosa si aspetta dal 2003? C’è stato un po’ di tempo per decantare le informazioni portate dalla decifrazione del genoma e probabilmente, anche se non sicuramente nel 2003 vedremo dei risultati almeno su un paio di versanti: l’individuazione di nuovi geni che predispongono al cancro, ma forse questa è la previsione più facile perché non smettiamo mai di scoprirne. L’altra novità verrà invece dagli studi su cosa c’è nel DNA tra gene e gene, le cosiddette sequenze ripetute. Credo che questa sia la chiave per iniziare a comprendere la struttura del genoma umano. Saranno novità entusiasmanti perchè è soprattutto l’organizzazione del nostro genoma che ci rende diversi da altri organismi come lo scimpanzè con cui condividiamo più del 98% del patrimonio genetico. Attenzione però: saranno novità entusiasmanti ma silenziose, perché almeno per il prossimo anno resteranno comprensibili solo ad una ristretta cerchia di iniziati. Le ricadute diventeranno visibili al grande pubblico solo tra qualche anno, ma potrebbero essere molto importanti. Che cosa vorrebbe che non capitasse nel 2003? Che i mezzi d’informazione non stravolgessero completamente le notizie scientifiche. Non credo che sarò accontentato al 100%, ma basterebbe che si riuscisse a contenere queste distorsioni. Il protagonista del 2003? Mi piacerebbe vedere nascere la laicità degli italiani, sia in senso civile che culturale. Il protagonista del 2002? Un verme: il Caenoharbiditis elegans. studiando questo verme nematode che Sydney Brenner, uno dei ricercatori più illuminati del nostro tempo, ed altri due colleghi, John Sulston e Robert Horvitz, si sono aggiudicati il Nobel per la medicina. vero che le loro ricerche sono state condotte quindici anni fa, ma si tratta di premio alla ricerca fondamentale che viene così poco riconosciuta nel nostro Paese. Dove ha visto la finale contro la Corea e cosa ha provato? Ho visto la partita su un piccolissimo televisore portatile accanto alla mia scrivania mentre lavoravo. Confesso che ho partecipato molto, ma non ho smesso di lavorare anche se abbiamo perso. Era già chiaro che la squadra non era all’altezza. Lo scudetto? Sono moderatamente tifoso del Milan, ma penso che la Juve sarà di nuovo campione. Un libro che leggerà durante le feste La Vita di Nuova di Vigo, che leggerò insieme all’autobiografia appena uscita di Garcia Marquez. Dove andrà durante le feste? Volevo andare ai Caraibi, ma è arrivata la rata di Novembre delle tasse. Perciò il Natale lo farò a Napoli, il Capodanno a Trieste. Lo scontro tra governo e opposizione Come dicono gli inglesi: sarei sorpreso del contrario. Quale categoria di italiani eliminerebbe? Quella che parla senza fare. Ciò di cui l’Italia ha più bisogno è del riformismo, ma se ne vede molto poco in giro.