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 2003  gennaio 10 Venerdì calendario

Intervista a Ferruccio De Bortoli, direttore del ”Corriere della Sera”: Lei sarà ancora direttore del ”Corriere della Sera”, l’anno prossimo di questi tempi? "I direttori vivono alla giornata

Intervista a Ferruccio De Bortoli, direttore del ”Corriere della Sera”: Lei sarà ancora direttore del ”Corriere della Sera”, l’anno prossimo di questi tempi? "I direttori vivono alla giornata. Anzi alla nottata". Nel 2003 vede la guerra? "Vedo soprattutto l’anoressia economica". Cioè? "Questo problema per cui si consuma meno, si investe meno, non si crede o si crede poco alla nostra capacità di uscire da una depressione psicologica". Questo è il punto focale del 2003? E la guerra? "Mi auguro che non ci sia, naturalmente. Ma lo scenario peggiore, dal punto di vista economico, è paradossalmente proprio quello in cui siamo adesso". Vuol dire che sarebbe meglio la guerra? "Sto forzando le ragioni morali per fare un ragionamento strettamente economico: per l’economia, guardi, è persino indifferente che la guerra ci sia o no. L’importante è che si esca in una direzione certa. Una pace sicura, come tutti auspichiamo, o una guerra veloce alla fine della quale ci sia una reazione forte. Lo scenario in cui non si sa se ci sarà una cosa o l’altra è il peggiore". Meglio l’Europa o l’America? "Noi europei, noi italiani, ci eravamo abituati a vivere in una perenne condizione di crescita a due cifre. Adesso si deve recuperare la capacità di reagire, di investire, di consolidare i rapporti sociali...". Destra e sinistra continueranno a fare muro contro muro? "Negli anni Settanta la polemica era fortissima, però si trovava sempre un punto di sintesi. Ecco, va recuperato quello". Vede qualche spiraglio? "Ci sono persone ragionevoli da una parte e dall’altra...". Dica due nomi. "Mah, non so, Casini e Fassino. Però anche altri. Del resto, dentro i contrasti, ci sono i segni di una volontà di dialogo. Il Social Forum non è stato forse gestito in maniera bipartisan?". Berlusconi? "Mi auguro che il governo abbia un colpo d’ala, che sia ambizioso. Anche questo contribuirebbe a salvare il dialogo".