10 gennaio 2003
Intervista a Paolo Gambescia, direttore de ”Il Messaggero”: Come sarà il 2003? "Difficile, ma migliore del 2002"
Intervista a Paolo Gambescia, direttore de ”Il Messaggero”: Come sarà il 2003? "Difficile, ma migliore del 2002". Finalmente una previsione non catastrofica. Come si spiega? "Siamo prossimi al punto più basso. Non potremo che risalire". Di che stiamo parlando? Dell’Europa, dell’Italia o di che? "Penso soprattutto al mercato". E la Fiat? "Già, la Fiat, quello è un problema grosso. Non vedo soluzioni endogene". Cioè arriveranno gli americani. "O forse i giapponesi. Certo tutto si deve svolgere secondo le regole del mercato. Non cominciamo con interventi dello Stato o con altri pasticci. Il mercato ha le sue regole e bisogna accettarle". Il Paese sarà più pronto nel 2003 alle regole del mercato? "Sì, credo di sì. Oh, badi bene, regole del mercato, cioè liberalismo, non significa che si debba o possa prescindere dalla solidarietà. chiaro che lo Stato sta lì per correggere gli squilibri. Il solidarismo non è un’invenzione terzomondista". I sindacati si riavvicinano? "La frattura è forte. Ma siccome il sindacato diviso alla fine perde, sarà la necessità delle cose a spingerli a un riavvicinamento. Certo di unità sindacale come la si intendeva una volta non si potrà parlare per almeno dieci anni. Diciamo che vedo un riavvicinamento su alcune questioni concrete, come è già accaduto in definitiva per la Fiat". La destra e la sinistra si riavvicinano? "Diciamocelo: il paese non ha accettato la regola dell’alternanza e la delegittimazione reciproca resta un procedimento che solletica molto i soggetti in gioco". Vede spiragli per un riavvicinamento... "Beh, segnali ce ne sono. I centristi storici in questa fase hanno un ruolo importantissimo, i cattolici...". Sta dicendo che è prossima la rinascita della Dc. "Diciamo che questa è una legislatura di transizione. Il 2003 è un anno troppo vicino per la rinascita della Dc, ma certo più in là, a un certo punto, la Dc potrebbe rinascere". Berlusconi? "Gli auguro di andare avanti. Considero la crisi di governo una iattura". Ci sarà la crisi di governo? "Credo di no, ma l’anno politico non sarà tranquillo. Né per questi né per quelli". D’Alema? " un contesto in cui, per uno come lui, è difficile muoversi. Si fa poca politica e D’Alema è un uomo che senza politica boccheggia". I girotondi? "Segnalano qualcosa di cui i giornali parlano poco, e cioè il fatto che la società civile è alla ricerca di nuove aggregazioni al di fuori delle sigle tradizionali". Nel 2003 percepiremo meglio questo fenomeno? "Penso di sì". La guerra scoppierà? "Sì, all’inizio dell’anno. abbastanza probabile, purtroppo". La Rai? "Sono preoccupato. Nessuno parla del fatto che la Rai deve fare servizio pubblico. Nessuno si sforza di definire l’espressione ”servizio pubblico”". Chi vince lo scudetto? "Spero Milan, dico Juve". Tifa per il Milan? "Sì". Come fa il direttore de ”Il Messaggero”, che ha tra l’altro questa simpatica cadenza meridionale, a tifare per il Milan? "Perché sono nato a Lanciano e il Lanciano ha la maglia a strisce rosse e nere. Perciò, quando è stato il momento, ho scelto la squadra che aveva i colori del mio paese. Poi è arrivato Rivera e mi sono innamorato". Come passerà le feste? "Con i nipotini. Quaranta persone intorno a un tavolo a giocare. E cucino io". bravo in cucina? " l’unica cosa che so fare veramente. Il 24 magro. Il 25 i cardi in brodo con polpettine e tacchina alla canzanese". Una bestia femmina? "Per forza. E la disosso io, con le mie mani".