10 gennaio 2003
Intervista a Rosa Russo Jervolino: Come sarà il 2003? Spero che sia un anno senza guerre e stragi, senza terrorismo
Intervista a Rosa Russo Jervolino: Come sarà il 2003? Spero che sia un anno senza guerre e stragi, senza terrorismo. Per Napoli sarà un anno difficile, le risorse non saranno abbondanti, con i tagli della Finanziaria non ci saranno molti fondi per i comuni. Se questa situazione è già difficile per tutte le entità locali, lo è a maggior ragione per una città come Napoli, dove ci sono alti livelli di disoccupazione, dove ci sono molti lavori socialmente utili. Spero comunque che realizzeremo alcune cose, sempre con la stessa voglia di uscir fuori. Proprio qualche giorno fa pensavo che Napoli è una delle città con più problemi, ma anche con più realizzazioni. Poi però è triste scoprire che magari c’è qualcuno che ruba in casa... Come ha vissuto quel fatto? Io ho lavorato per tanti anni nell’amministrazione, ho sempre avuto un concetto molto alto del dipendente pubblico, perché ho sempre creduto che dovesse avere un più elevato senso deontologico, esemplare. Quindi ho vissuto quell’esperienza con grande dispiacere, anche se mi rendo conto che è meglio non fare di tutta l’erba un fascio: a Napoli ci sono 15 mila dipendenti pubblici e gli indagati sono 8. Cosa si augura per il nuovo anno? Spero che la città possa vivere serenamente, che apra qualche fabbrica per dare lavoro. Per me spero di riuscire a vedere un po’ di più i miei nipotini, che sono sparsi un po’ a Roma e un po’ a Bruxelles. Che età hanno? Varie età, vanno comunque dai 5 anni ai sei mesi. Come sono questi nipotini? Ci gioca? Li amo molto, e ho avuto la fortuna di essere sempre presente alla loro nascita. Mi sembrano riusciti anche piuttosto bene, insomma sono bellini, seppure è vero che come si dice a Napoli ”ogni scarrafone è bello a mamma sua”. Li trovo molto divertenti e teneri e con loro tengo un ruolo giocoso e paritario. Per loro invento storie. Per esempio, i tre che vivono a Bruxelles sono i Tre Porcellini, che devono vedersela con Lupo Lupone, che poi è un mio autista che lavora a Napoli. Allora appena mi vedono quando vado a trovarli mi chiedono subito: ”Che ha fatto Lupo Lupone” e subito mi metto a inventar frottole. Certo, qualcuno può pure dire che tanto i politici sono abituati... Li vedrà per le feste? Non so, di solito il Natale e il Capodanno per un sindaco sono legati alla città, io andrò in piazza del Plebiscito dove faremo la festa. A casa sua festeggerà? Cucinerà lei? Mia figlia che vive a Napoli dice che la mia cucina è pericolosa. Poi siamo solo noi due, come vede la famiglia è ristretta. Di solito stiamo insieme con altri assessori, poi andiamo in piazza. Cosa spera che non le capiti nel prossimo anno? Che non capitino guai per la città, le malattie. Io non vivo nell’ansia di ciò che non deve accadere, ma nel programmare le cose che devono capitare. Per la città di Napoli spero di riuscire a fare qualcosa come l’Estate Romana. Per me spero, come le ho detto, di stare di più con i bambini e di non cadere per le scale. Un buon proposito per il prossimo anno? Io mi diverto a lavorare e intendo continuare così, ma vorrei prendere più tempo per me, per andarmene un po’ a Ischia. Un libro che leggerà? L’ultimo Campiello, ”Il custode dell’acqua” di Franco Scaglia. Non ho mai tempo per correre cinque minuti in libreria a comprarmelo. Chi è stato il protagonista del 2002? Nel male, direi Bin Laden. Nel bene, non per essere clericale, ma il Papa, che ha il coraggio di viaggiare alla sua età, in luoghi pericolosi. Nel prossimo anno, chi sarà? Ci sono tre fattori che guidano la mia risposta: la presidenza italiana nell’Unione Europea, l’allargamento a nuovi Paesi dell’Unione, la compilazione della Costituzione Europea. Per cui dico Prodi, per voler dire l’Europa. Potrei dire anche Giscard d’Estaing. Continuerà lo scontro tra Governo e opposizione? Il confronto fa parte della dialettica parlamentare, sono stata sia nella maggioranza che nell’opposizione e il dibattito non elude mai l’amicizia e la stima reciproca. Certo che ultimamente lo scontro è troppo aspro e le posizioni troppo lontane su temi fondamentali. Mi auguro che non continui così, ma certo che se lo scontro continuerà non si affievolirà. Che regali vorrebbe per Natale? Soprattutto libri. Mi piacerebbe leggere altri libri di Roth e di Yehoshua. Leggere mi piace e mi distende. Sul mio comodino c’è sempre una pila di libri. Mi dice qualche titolo? La Bibbia e le Fonti Francescane, ingenue se si vuole, ma di grande poesia. Spesso la sera mi leggo qualche salmo. Poi ci sono ”Non ti muovere” della Mazzantini: una bellissima storia di un uomo diviso tra due amori. Poi ci sono i libri di Emergency e anche ”Via Gemito” di Starnone. Secondo lo stato d’animo scelgo un libro e leggo un pezzetto. Non leggo mai un libro per volta, ma sempre due o tre insieme. Altri regali che mi piace ricevere sono foulard e sciarpe, sempre molto utili per la mia voce bassa. Poi cassette musicali, anche se non ho più tempo per sentire musica. Quando sono in macchina di solito leggo. Che tipo di musica preferisce? Il mio autore preferito è Chopin, poi Beethoven, seguono tutte le belle musiche napoletane. Che regali farà? Ai nipotini non regalerò giocattoli, perché ormai ne hanno casse piene: li mettono lì e se li dimenticano. A parte la tenda da indiani che ho regalato loro tempo addietro, che sta in mezzo a casa e per la quale la madre mi maledice, penso che regalerò dei vestitini, come se fossero bambolotti da vestire. A mio figlio delle cravatte di Marinella ma non blu, perché all’ultima blu che gli ho regalato mi ha detto che era la quinta. Alle ragazze non so, ma si faranno scoprire. Alle amiche, libri e foulard. Di solito regalo quello che mi piacerebbe ricevere. Dov’era quando l’Italia è stata eliminata dai Mondiali in Corea. Ero in piazza davanti al megaschermo con tutto il consiglio comunale e la giunta, addosso la maglietta dell’Italia, sudati, con le bottiglie di spumante pronte per festeggiare, che invece sono rimaste nella borsa. Dopo aver tanto urlato ce ne siamo andati mogi mogi. E’ molto tifosa? Sono stata madre e moglie di tifosi, seguo sempre i Mondiali e me li ricordo tutti, quelli di Spagna, ma anche quelli in Francia. Mia figlia ha sposato un francese che aveva messo ai bambini le magliettine della Francia. Scatenando l’ira di tutti in famiglia. Adesso tifo per il Napoli, anche se non vincerà lo scudetto. E chi vincerà allora? Questo proprio non lo so, non so rispondere.