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 2003  gennaio 10 Venerdì calendario

Intervista a Achille Silvestrini, cardinale: C’è ancora spazio per il Natale oggi? "Credo di sì, mi sembra che la gente lo riconosca ancora come un momento importante

Intervista a Achille Silvestrini, cardinale: C’è ancora spazio per il Natale oggi? "Credo di sì, mi sembra che la gente lo riconosca ancora come un momento importante. Questo vale sicuramente per i credenti, ma anche per i cosiddetti generici, quelli che stanno un po’ ai margini". E lei come lo passa? "Be’, io lo celebro nella chiesa di cui sono titolare, san Benedetto al Testaccio (Roma)". Non va dai suoi, a Brisighella (Ravenna)? "Sì, ma più tardi, una settimana dopo. l’occasione per salutarsi, stare insieme e scambiarsi i regali".  un’usanza che le piace? "Sì". Immagino che regalerà libri. "Infatti. Sempre e solo libri, finché ci riesco...". Ma i libri hanno ancora un futuro? "Credo di sì. Probabilmente diventeranno un prodotto più specialistico, ma non credo che scompariranno del tutto. D’altronde come si può rinunciarvi? Internet serve a prendere notizie, ma come si fa a leggere una poesia in Internet? Una poesia bisogna prenderla in mano, leggerla sul foglio di carta". La fisicità del documento non è secondaria. "Appunto". Siamo alla fine di un anno pieno di conflittualità in Italia e nel mondo. Dal suo osservatorio cosa vede? "Purtroppo è così. Credo che si arriverà alla guerra, anche se ci sarebbe un’altra strada per gestire il conflitto". La soluzione diplomatica? "Non solo. Basterebbe che Stati Uniti, Russia ed Europa si mettessero d’accordo per agire in maniera dissuasiva. Il terrorismo internazionale è un dato di fatto, ma bisognerebbe risalire alle fonti". Cioè? "Chi sono quelli che finanziano i terroristi? Si devono bloccare anzitutto i flussi e i traffici di armi". Traffici che magari vengono dalle stesse nazioni che si stanno preparando ad attaccare... (Sorride). In ogni caso niente ”guerra preventiva”. "Per il credente è un concetto assurdo. L’unica guerra possibile è quella difensiva". A livello nazionale crede che la conflittualità governo-opposizione continuerà? "Non lo so, mi sembra che per tanti aspetti sia creata ad arte, anche dai mass media. Però mi preoccupa lo scontro fra i poteri dello Stato, con un’ingerenza del potere esecutivo su quello legislativo". Secondo lei qual è il personaggio dell’anno? "Mah... non ne ho idea. Forse il cancelliere tedesco Schroeder, con la posizione che ha preso. Anche Romano Prodi sta facendo molto bene nel suo lavoro di allargamento della Comunità Europea". Una domanda più leggera. Le piace il calcio? "No. Lo seguo solo quando ci sono i Mondiali". Allora ha visto la partita in cui l’Italia è stata eliminata? "Sì, ero a Villa Nazareth (il collegio universitario per studenti bisognosi di cui è responsabile - ndr) con i ragazzi".