10 gennaio 2003
Intervista a Enrico Vanzina: Come sarà il 2003? Un grande punto interrogativo colora tutto il 2003
Intervista a Enrico Vanzina: Come sarà il 2003? Un grande punto interrogativo colora tutto il 2003. La guerra ci sarà, non ci sarà? L’economia riprenderà oppure no? Ci mancano i dati fondamentali per sapere come sarà la vita il prossimo anno. Di sicuro sarà un anno perso dal punto di vista della tutela ambientale. Siamo in ritardo. Il pianeta è allo sfascio, i potenti non fanno nulla. Nell’insieme, sono pessimista. Si respirerà una brutta atmosfera. Perché non abbiamo risolto questioni fondamentali. Come la questione palestinese. E perché l’economia è un mistero. Ho il sospetto che le grandi potenze trascinino la Borsa completamente su o giù, secondo meccanismi a noi incomprensibili, secondo logiche che ci sfuggono. E l’Italia? L’Italia è al traino delle grandi potenze. L’Ulivo s’è appiattito su posizioni girotondine, è debole. Dovrebbe scegliersi un leader. E Berlusconi dovrebbe imparare a convinvere con le tante anime della sua coalizione. Bisogna chiarire questioni fondamentali, come il rapporto tra giustizia e escutivo. Ma l’Italia, si sa, è il paese dei problemi irrisolti, mai affrontati fino in fondo. Se andiamo avanti così, andremo sempre peggio. Cosa vorrebbe le capitasse il prossimo anno? Non chiedo mai niente ai nuovi anni. Cosa vorrebbe non le capitasse Ammalarmi n libro che leggerà Nelle arti non c’è più innovazione. Non esiste un grande personaggio letterario, né musicale o teatrale. Vorrei leggere un grande romanzo italiano che non sia stato scritto per trasformarlo in film. Un buon proposito Smettere per la seconda volta di fumare. Avevo smesso cinque anni fa, l’anno scorso ho ricominciato. Perché? Perché ho trascorso ogni giorno d’astinenza impazzendo all’idea di non poter fumare.